Nanomateriali
28/05/2019

Si può ridurre l’impatto tossico dei farmaci sul cuore?

By: Valeria delle Cave

Francesco De Angelis ha ottenuto un secondo finanziamento da parte dell’European Research

Portare un’idea verso la sua realizzazione così da metterla a disposizione della società. Servono a questo i finanziamenti “proof-of-concept” (POC) erogati dall’European Research Council (ERC) ai ricercatori che già hanno un progetto ERC in corso. In IIT esistono 6 POC e sono condotti dai ricercatori Cristina Becchio, Antonio Bicchi, Gianni Ciofani, Paolo Decuzzi e Francesco De Angelis. Francesco  è stato l’ultimo ricercatore ad averlo conquistato a maggio, insieme ad altri 54 colleghi in tutta Europa, tra cui solo 2 in Italia. Si tratta di 150 mila euro di budget per il prossimo anno e mezzo.

Francesco De Angelis è coordinatore del gruppo di ricerca Plasmon Nanotechnologies di IIT a Genova. Nato a Roma nel 1974, si è laureato in Fisica nel 2000 presso La Sapienza. Sempre a Roma ha ottenuto il titolo di dottorato e ha lavorato come post doc all’IFN (Istituto di Fotonica e Nanotecnologie). Nel 2005, grazie alla sua specializzazione nelle Electron/Optical/Ion Beam Lithographies, ha contribuito a creare un nuovo gruppo di ricerca in nanotecnologie al dipartimento di Medicina dell’Università Magna Grecia di Catanzaro. Giunge in IIT a Genova nel 2009. E nel 2014 vince il suo primo progetto finanziato dal prestigioso ERC, il progetto Neuroplasmonics.

 NeuroPlasmonics mirava a sviluppare interfacce ibride tra reti di cellule neuronali e nano-dispositivi ottici ed elettronici, così da potere localizzare e analizzare singole molecole nel tessuto biologico. Grazie a quel progetto De Angelis e il suo gruppo hanno potuto sviluppare un dispositivo costituito da nanoelettrodi tridimensionali in grado di leggere l’attività elettrica di una rete di centinaia di cellule nello stesso tempo, senza alterare la loro normale attività. Il dispositivo è stato utilizzato con successo sia per registrare l’attività dei neuroni, sia per leggere quella delle cellule cardiache.

A partire da questi risultati è nato il nuovo progetto POC: MAREP. De Angelis e il suo gruppo si focalizzeranno sull’applicazione del dispositivo in un ambito molto specifico: la valutazione in-vitro della tossicità delle molecole che compongono i farmaci e che possono intervenire negativamente  sul cuore.

«Il nostro obiettivo è molto importante perché gli effetti avversi e imprevisti dei farmaci sono ancora oggi una causa molto rilevante di mortalità a livello globale – dichiara De Angelis – la nostra nuova piattaforma MAREP sfrutterà le tecnologie laser e plasmoniche sviluppate dal mio gruppo all’IIT, oltre che metamateriali di nuova concezione e le più avanzate tecniche di elettrofisiologia in vitro presenti sul mercato».

La valutazione della tossicità cardiaca dei farmaci è un punto importante per aumentarne la loro sicurezza per la salute dei pazienti. Le tecniche di analisi attuali non permettono di rilevare in modo certo eventuali tossicità cardiache delle molecole durante i test clinici, con il risultato che alcune molecole raggiungono il mercato per poi essere ritirate anni dopo. La tecnologia di MAREP permetterà di migliorare le procedure di rilevazione di rischi sul cuore durante le fasi di sviluppo farmaci e preclinica, poiché è in grado di misurare simultaneamente l’attività elettrica intracellulare di migliaia di cellule cardiache umane in vitro.

 Con MAPER, il numero di progetti ERC che IIT si è già aggiudicato in dieci anni di attività raggiunge quota 30, su tematiche che spaziano dalle nanotecnologie alla robotica, dalla chimica alle scienze della vita, attirando talenti da altre istituzioni di ricerca e Paesi stranieri.