Recensioni
06/11/2019

John Brockman “The Last Unknowns”

By: Raffaele Maurici

Deep, Elegant, Profound Unanswered Questions About the Universe, the Mind, the Future of Civilization, and the Meaning of Life


In che modo il passato dà origine al futuro? È possibile controllare un sistema in grado di evolversi? Le nostre future forme di intelligenza artificiale avranno bisogno del mondo naturale? Di quali nuove capacità cognitive avremo bisogno per vivere in un mondo di macchine intelligenti? Come cambiano le idee sull’evoluzione biologica quando una specie ha il controllo sull’origine e l’estinzione di tutte le altre specie? Di quanta biodiversità abbiamo bisogno?

Interrogare la realtà alla ricerca di risposte. E se ci fossero domande destinate a rimanere tali? A volte il fattore cruciale non è trovare la risposta, ma formulare un diverso interrogativo. Ci sono domande che aprono la mente a nuove possibilità, fanno saltare le pietre di confine del pensiero e mostrano un nuovo orizzonte.

Scorrere, pagina dopo pagina, l’ultimo libro di John Brockman “The Last Unknowns: Deep, Elegant, Profound Unanswered Questions About the Universe, the Mind, the Future of Civilization, and the Meaning of Life”, è un’esperienza che avvince e, al tempo stesso, disorienta. Ennesimo prodotto della prestigiosa fucina intellettuale di Edge.org, “The Last Unknows” conduce il lettore alle frontiere del sapere umano, immergendolo in un flusso ininterrotto di oltre duecento interrogativi, suggeriti da alcune tra le menti più brillanti della contemporaneità: premi Nobel, cosmologi, fisici, biologi, neuroscienziati, filosofi, economisti, romanzieri e artisti di fama.

Nel panorama editoriale, Brockman occupa una posizione di indubbia originalità. Svolgendo la duplice veste di impresario culturale e scrittore, è l’agente di alcuni tra i più prestigiosi autori di libri scientifici. La sua più nota creatura, Edge, è uno spazio di confronto intellettuale orientato a reinterpretare in modo innovativo la realtà e a ridefinire i paradigmi che guidano il sapere umano. Nella sua duplice forma – la fondazione “The Edge Foundation” e la comunità virtuale www.theedge.org – Edge si avvale dei contributi di alcune tra le più quotate personalità del mondo della scienza, della tecnologia e della cultura umanistica. Tra gli intenti di Edge c’è il rinnovamento della figura dell’intellettuale tradizionale, superando la logica divisiva delle “due culture” e la rigida distinzione tra scienziati e umanisti. Un cambio di paradigma meglio noto con il nome di Terza Cultura, un visione aperta – come sottolinea lo stesso Brockman – a persone che, oltre a padroneggiare i saperi, sappiano anche modellare e ispirare il modo di pensare della loro generazione.

Un appuntamento ricorrente del mondo della Terza Cultura è il lancio di un interrogativo sfidante – detto The Annual Question – rivolto alle menti più raffinate di Edge. Il lungo elenco di domande che ogni anno, dal 2005 ad oggi, segnano la produzione editoriale di John Brockman è disponibile sul sito della comunità (https://www.edge.org/annual-questions). In occasione del cinquantesimo anniversario del “The World Question Center” e in chiusura del ciclo ventennale di Edge Question, Brockman ha scelto di proporre l’elegante interrogativo che ispira “The Last Unknows”: What is the last question?

Nella prefazione del libro, Daniel Kahneman, premio Nobel per l’economia, rievoca la nascita della fortuna serie di libri e le ragioni che l’hanno resa così speciale, ricordando come, per molti protagonisti di diversi settori della ricerca, rispondere  alla Edge Question è ormai parte del programma annuale delle loro attività. Questa aspettativa diffusa bene evidenzia l’influenza che il fenomeno Edge esercita sul dibattito culturale e scientifico contemporaneo. Un successo testimoniato anche dagli oltre 700.000 libri venduti.

Leggere “The Last Unknowns” offre un’esperienza inconsueta, indubbiamente interessante.  Le domande si avvicendano in modo incalzante, con cambiamenti di prospettiva continui. La profondità degli interrogativi aiuta ad alternare momenti di lettura e riflessioni personali, pochi sono i punti di appiglio compresi profili professionali dei contributori, ridotti all’essenziale. Nell’insieme l’opera appare quasi il frutto di una vera e propria intelligenza collettiva, per quanto non coordinata o strutturata lungo una rotta comune. E’ proprio questo formato aperto a rendere la lettura così avvincente: per il contenuto e la natura stessa del testo, i numerosi contributi suggeriscono più che un esito comune, sempre nuovi punti di partenza.

Per queste ragioni risulta difficile riassumere e ancor meno catalogare le centinaia domande che si succedono incessantemente lungo il libro. Non resta pertanto che segnalarne alcune, a titolo esemplificativo e come invito alla lettura.

 Il processo di scoperta sarà mai completato in una qualsiasi delle scienze naturali?

Se la scienza non confermerà l’ipotesi che disponiamo di libero arbitrio, quali saranno le implicazioni per le nostre nozioni di colpa, punizione, ricompensa e responsabilità morale?

Gli impianti cerebrali potranno renderci esseri umani migliori?

Come possiamo costruire macchine che ci rendano più intelligenti?

Una macchina sarà mai in grado di sentire ciò che prova un organismo?

La coscienza risiede solo nel nostro cervello?

Perché possiamo fare domande?

 

 Raffaele Maurici è presidente di Innovation Agency e membro del comitato direttivo dell’Istituto Italiano di Bioetica.

 

SCHEDA DEL LIBRO

John Brockman, “The Last Unknowns: Deep, Elegant, Profound Unanswered Questions About the Universe, the Mind, the Future of Civilization, and the Meaning of Life”

Editore: HarperCollins Publishers Inc

Anno: 2019