A Genova, Milano, Napoli cinque ricercatori dell’IIT vincono un nuovo finanziamento dell’ERC

I dispositivi in sviluppo saranno nel campo della salute: un microscopio smart munito di AI, un dispositivo per la diagnosi di dislessia, chip fotonici nel vicino infrarosso, pillole intelligenti edibili, immunoterapie per il tumore ovarico

Cinque nuovi progetti per lo sviluppo di tecnologie innovative per la salute sono stati finanziati dall’European Research Council (ERC) all’Istituto Italiano di Tecnologia, nelle sedi di Milano, Genova e Napoli. L’annuncio dato oggi dall’ente europeo vede tra i 136 vincitori in Europa: Annamaria Petrozza e Mario Caironi a Milano, Alessandra Sciutti e Giuseppe Vicidomini a Genova, e Velia Siciliano a Napoli. Le tre ricercatrici e i due ricercatori dell’IIT riceveranno un finanziamento di tipo Proof of concept (PoC) del valore di circa 150 mila euro, con cui potranno esplorare il potenziale commerciale delle loro ricerche. Tra i campi di applicazione i tumori, la dislessia, e la diagnostica.

I Proof-of-Concept (PoC) grant sono sovvenzioni che l’ente europeo riconosce ai ricercatori già titolari di finanziamenti ERC per portare la ricerca all’avanguardia verso un’applicazione concreta. L’annuncio di oggi completa il round di investimenti del 2025, con 300 progetti di tipo PoC finanziati, pari a un investimento complessivo di 45 milioni di euro. L’Italia si posiziona al terzo posto con 33 progetti, dopo Germania (51) e Spagna (42). L’IIT nel corso dell’anno ha conquistato 7 progetti – 2 nel primo round, 5 in quest’ultimo – risultando primo in tutta la penisola.

I nuovi progetti dell’IIT mirano tutti allo sviluppo di nuovi dispositivi per la salute umana, basandosi su metodi e scoperte di frontiera: dalle tecnologie quantistiche alla robotica e all’intelligenza artificiale, fino alla biologia sintetica, all’elettronica commestibile e ai nuovi materiali per chip con sorgenti infrarosse.

Genova – Center for Human Technologies

Giuseppe Vicidomini, Principal Investigator del laboratorio di ricerca Molecular Microscopy and Spectroscopy dell’IIT a Genova, condurrà il progetto BrightMind che punta a realizzare microscopi ottici più intelligenti (smart) grazie all’uso di tecnologie quantistiche e di Intelligenza Artificiale. Il nuovo progetto nasce dall’esperienza del precedente progetto BrightEyes, in cui Vicidomini ha realizzato uno strumento di microscopia ottica munito di rilevatori a singolo fotone, grazie a cui l’osservazione delle biomolecole all’interno di un sistema cellulare vivente è più precisa, sia in termini di localizzazione che di dinamica nel tempo. A questi “occhi”, Vicidomini integrerà un “cervello”, ovvero una piattaforma di acquisizione e calcolo ad alte prestazioni, progettata per eseguire algoritmi di intelligenza artificiale in tempo reale. Il microscopio “smart” potrà adattarsi al campione in modo autonomo, correggendo distorsioni dovute alle aberrazioni ottiche e ricercando eventi biologici rari. Il nuovo dispositivo renderà più veloce l’individuazione di molecole importanti per la ricerca su cancro, neurodegenerazione e biologia cellulare.

Il progetto MERLIN di Alessandra Sciutti, Principal Investigator dell’unità di ricerca CONTACT, avrà come focus la realizzazione di una tecnologia in aiuto alle persone con dislessia. Il progetto si avvale del contributo del ricercatore Dario Pasquali, che coordinerà le attività di sviluppo di un sistema non invasivo dal nome INnerSIGHT che, combinando lo studio del movimento oculare e della contrazione della pupilla, consentirà di quantificare in modo preciso lo sforzo cognitivo e la fluidità durante la lettura silenziosa e ad alta voce, fornendo un prezioso indicatore utile a sviluppare terapie personalizzate. Ad oggi, infatti, i metodi di valutazione della dislessia presentano dei limiti importanti, poiché sono rivolti solo a persone di età della scuola primaria, non valutano il carico cognitivo nascosto e le strategie compensative sviluppate nel tempo, oltre a non contemplare la lettura silenziosa. Il nuovo sistema sarà validato con il supporto del personale clinico della Fondazione IRCCS Stella Maris, a Calambrone (Pisa), e in prove con un ampio campione di adolescenti e giovani adulti neurotipici e dislessici.

Milano – Center for Nano Science and Technology

Annamaria Petrozza è la Coordinatrice del Center for Nano Science and Technology dell’IIT a Milano e Principal Investigator dell’Unità di ricerca Advanced Materials for Optoelectronic Group. IPER-TECH è il nome del suo progetto di ricerca finanziato dall’ERC e che punta allo sviluppo di una nuova tecnologia capace di integrare sorgenti di luce nel vicino infrarosso (NIR) con chip fotonici basati su tecnologie convenzionali. L’obiettivo è realizzare dispositivi portatili e facilmente personalizzabili in base alle diverse esigenze applicative. I campi d’uso, infatti, spaziano dall’ ambito sanitario, al monitoraggio ambientale fino alla comunicazione avanzata di dati. Petrozza lavorerà sull’integrazione di una nuova classe di materiali, chiamati perovskiti – a cui ha dedicato i precedenti finanziamenti ERC – con piattaforme di silicio già in uso.

Mario Caironi è Principal Investigator del laboratorio di Printed and Molecular Electronics del Centro di IIT a Milano, che negli scorsi anni, grazie al supporto dell’ERC, ha realizzato i primi esemplari di componenti elettronici commestibili, tra i quali transitor, sensori e batterie. Il nuovo progetto, dal titolo EAT, punta all’integrazione dei componenti già sviluppati in una pillola intelligente per la raccolta dei dati dal tratto gastrointestinale, con l’obiettivo di monitorare i processi digestivi a supporto di valutazioni nutrizionali e metaboliche. Il lavoro sarà seguito da Alessandro Luzio, Tecnologo nel gruppo di Caironi ed esperto di elettronica commestibile. Il primo step sarà la realizzazione di prototipi di pillole smart ibride, cioè che integrino sia elementi commestibili che componenti già in commercio; in una seconda fase, tutti i componenti del dispositivo verranno uniti per ottenere un dispositivo intelligente, utilizzando esclusivamente materiali edibili. Tale approccio è stato scelto per consentire in futuro un monitoraggio non invasivo, sicuro e ripetibile nel tempo, anche al di fuori di contesti clinici, eliminando l’impatto ambientale associato ai dispositivi elettronici monouso.

Napoli – Center for Advanced Biomaterials for Health Care

Velia Siciliano è la Principal Investigator del Laboratorio di Synthetic and Systems Biology for Biomedicine del Centro IIT a Napoli; il suo progetto dal titolo CLAUDIA sarà dedicato all’individuazione di nuove immunoterapie per il tumore alle ovaie, utilizzando la biologia sintetica. Il progetto si inserisce nelle ricerche di Siciliano già finanziate dall’ERC in precedenza, per rendere le immunoterapie che si basano sull’uso di cellule T geneticamente modificate, dette CAR-T, più resistenti nel contrasto al tumore. Il nuovo progetto prevede lo sviluppo di CAR-T più intelligenti, capaci di stare all’interno delle cellule tumorali ovariche, riacquisendo energia quando iniziano a perdere efficacia. L’obiettivo è di portare tali immunoterapie a un livello di studio preclinico molto avanzato, così da trovare applicazione sul tumore all’ovaio e anche, più in generale, su tumori solidi difficili da trattare.

Condividi