All’IIT per discutere il futuro europeo nel neurotech

All’incontro annuale dell’EIC Pathfinder, esperti da tutta Europa si confrontano su ricerca, applicazioni cliniche e leadership industriale nelle neurotecnologie

Le tecnologie per il cervello, o neurotech, rappresentano un ambito in rapida crescita nell’Unione Europea, sostenuto anche dalla competizione internazionale con Stati Uniti e Cina. Negli USA, in particolare, diverse grandi aziende tecnologiche investono nello sviluppo di tecnologie in grado di interfacciarsi con il cervello, come le interfacce impiantabili integrate con sistemi di intelligenza artificiale. Tra le realtà più note figurano Neuralink, tra i cui fondatori c’è Elon Musk, Synchron, sostenuta anche da investimenti di Jeff Bezos e Bill Gates, CTRL-labs, acquisita da Meta, e Merge Labs, fondata da Sam Altman.

Qualche settimana fa, il 29 e 30 aprile, si è tenuto all’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) l’incontro annuale sulla strategia europea nel campo del neurotech, che ha riunito ricercatori ed esperti provenienti da nove progetti finanziati nel 2021 nell’ambito della call EIC Pathfinder “Tools to measure and stimulate activity in brain tissue”, per un investimento complessivo di circa 37 milioni di euro. L’incontro è stato coordinato da Federica Zanca, Programme Manager dell’European Innovation Council per il MedTech e l’AI in sanità.

L’IIT ha partecipato ai lavori con Luca Berdondini, a capo del Microtechnology for Neuroelectronics Lab e partner del progetto EIC “CrossBrain”, coordinato da Nicola Toschi, dell’Università Tor Vergata. Berdondini è anche uno dei fondatori della start-up dell’IIT Corticale, spesso definita dai mass media la “Neuralink italiana”

Come ricercatori nel campo delle neurotecnologie, sentiamo fortemente la responsabilità di trasferire ai pazienti i risultati dei nostri sviluppi nel settore delle interfacce cervello-macchina, trasformando l’innovazione preclinica in soluzioni capaci di migliorare concretamente la qualità della vita di molte persone. Tuttavia, questo percorso in Italia e in Europa è oggi ancora complesso. Si tratta di una sfida che richiede non solo eccellenza scientifica, ma anche un approccio sinergico e multidisciplinare, fondato sulla collaborazione tra ricercatori, neurochirurghi, enti regolatori, investitori, associazioni di pazienti e aziende”, ha commentato Berdondini.

Attualmente l’Europa dispone di innovazioni tecnologiche avanzate nel campo del neurotech, con applicazioni soprattutto in ambito sanitario per il trattamento di traumi, ictus e patologie neurologiche. Per favorirne la maturazione e il trasferimento sul mercato, con conseguente generazione di valore economico e impatto sociale, l’EIC finanzia attivamente la ricerca nel settore e sta lavorando per rafforzare la propria competitività a livello globale, sviluppando soluzioni innovative in linea con i valori e il quadro regolatorio europeo.

Federica Zanca ha sottolineato che “Le neurotecnologie rappresentano un ambito strategico per l’Europa, con un potenziale significativo per affrontare patologie neurologiche ancora prive di soluzioni efficaci. Con questo portfolio EIC Pathfinder abbiamo sostenuto lo sviluppo di tecnologie radicalmente innovative per misurare e modulare l’attività cerebrale. La sfida ora è accompagnare i risultati più promettenti verso la validazione preclinica e clinica, la conformità regolatoria e percorsi sostenibili di trasferimento al mercato. Questo richiede un approccio coordinato, che integri competenze scientifiche, industriali e cliniche, contribuendo a costruire una leadership europea responsabile e competitiva nel settore del neurotech.”

L’evento all’IIT ha rappresentato un momento chiave per fare il punto sui risultati raggiunti e discutere le prossime fasi di sviluppo delle tecnologie, con particolare attenzione alla loro maturazione, validazione e trasferimento verso applicazioni cliniche e industriali.  I temi sono stati affrontati attraverso discussioni di gruppo che hanno coinvolto ricercatori provenienti da diversi Paesi europei, favorendo lo scambio di competenze e la costruzione di una visione condivisa. L’evento ha inoltre evidenziato l’importanza di un approccio coordinato a livello di portfolio, capace di integrare tecnologie complementari – dalla registrazione dell’attività cerebrale alla sua modulazione – per sviluppare sistemi avanzati di nuova generazione.

Il portfolio EIC Pathfinder rappresenta per noi un’opportunità strategica: creare una rete europea di competenze d’eccellenza, valorizzare il potenziale scientifico e tecnologico presente in Europa e contribuire alla costruzione di una leadership industriale europea nel settore delle neurotecnologie e delle interfacce cervello-macchina” ha concluso Berdondini.

 

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