La cerimonia si è tenuta il 7 ottobre durante il simposio internazionale ICReDD presso l’Università di Hokkaido, a Sapporo, in Giappone
Parrinello è Principal Investigator e coordinatore dell’Unità di ricerca “Atomistic Simulations” presso il Center for Human Technologies dell’IIT a Genova dove dirige un gruppo composto da 20 persone tra ricercatori e ricercatrici, provenienti da 6 Paesi del mondo e con età media di 30 anni.
I Premi Akira Suzuki sono stati istituiti nel 2021 per celebrare il conferimento del Premio Nobel per la Chimica 2010 al professor Akira Suzuki e il suo novantesimo compleanno. Nato nel 1930, in un piccolo paese di Hokkaido, Suzuki alla fine degli anni Settanta iniziò a sviluppare reazioni chimiche in cui gli atomi di carbonio vengono uniti tra loro per creare nuovi composti, identificando il palladio come catalizzatore. Il palladio ha la proprietà di facilitare la reazione senza entrare a far parte del prodotto finale. Il Premio Nobel lo condivise con Richard F. Heck
dell’Università del Delaware, USA, e con Ei-ichi Negishi alla Purdue University.
I premi Akira Suzuki hanno lo scopo di riconoscere contributi di eccellenza alla ricerca nell’ambito della scoperta di reazioni chimiche, intese nel senso più ampio del termine, e di contribuire al progresso della scienza e della tecnologia. Si compongono di due riconoscimenti: l’Akira Suzuki Award, per i contributi scientifici nel campo della chimica sperimentale e l’ICReDD Award, per i successi nei campi della chimica computazionale (teorica) e delle scienze dell’informazione.
Il Comitato organizzatore del Premio ha selezionato il Professore Michele Parrinello come vincitore dell’ICReDD Award tra i candidati proposti dai membri del Comitato di selezione. Durante la cerimonia, Parrinello ha tenuto un seminario dal titolo “la scienza della catalisi” (“the science of catalysis”).
La catalisi, infatti, è uno dei settori di studio di Parrinello e del suo gruppo all’IIT. Per esempio, studiano la catalisi per la produzione di idrogeno dall’ammoniaca, dove di recente hanno svelato il funzionamento di due diversi catalizzatori e aperto nuove prospettive per sistemi energetici più sostenibili (Nature Catalysis, 2023; ACS Catalysis, 2025), e l’enzimologia computazionale, per la quale il gruppo ha sviluppato uno strumento computazionale utile per migliorare la degradazione della plastica e le tecnologie di riciclo (Chem, 2026).
Michele Parrinello però lega il suo nome al metodo “Car – Parrinello”, inventato insieme a Roberto Car nel 1985, che ha rivoluzionato la modalità con cui vengono condotte le simulazioni numeriche della dinamica molecolare includendo gli aspetti elettronici, ampliandone lo scopo e la capacità predittiva delle simulazioni atomistiche. Il metodo fu presentato per la prima volta nel novembre del 1985 sulla rivista “Physical Review Letters” (doi.org/10.1103/PhysRevLett.55.2471) e ha permesso di velocizzare lo studio della dinamica delle molecole tenendo conto del moto elettronico. Prima di allora i sistemi molecolari venivano studiati separando il comportamento degli elettroni, dal comportamento delle particelle del nucleo, i neutroni e i protoni. Il metodo Car-Parrinello ha permesso di unificare il calcolo dei due comportamenti in un unico processo, velocizzando così gli strumenti base delle simulazioni al computer, diventati oggi fondamentali per la scienza contemporanea. Quel lavoro fu il frutto degli studi che Roberto Car e Michele Parrinello condussero alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati – SISSA di Trieste.
Grazie a quel contributo importante, nel 2024 Parrinello compariva tra i possibili candidati al Premio Nobel per la Chimica, secondo la lista Citation Laureates di Clarivate e alcune indiscrezioni nella comunità scientifica.
Il premio Akira Suzuki è l’ultimo conquistato da Parrinello, il cui contributo all’avanzamento della conoscenza scientifica è ampiamento riconosciuto a livello internazionale. Tra gli altri premi: nel 2025 ESI Medal, presso Erwin Schrödinger Institute for Mathematics and Physics, Austria e Usi Medal dell’Università della Svizzera Italiana. Il Natta Award del Politecnico di Milano nel 2021, la Medaglia Benjamin Franklin in Chimica del Franklin Institute di Philadelphia nel 2020, il Premio Dreyfus per le scienze chimiche della Camille and Henry Dreyfus Foundation di New York nel 2017, il Premio Enrico Fermi della Società Italiana di Fisica nel 2012, la Medaglia Dirac conferita nel 2009 e il premio dell’American Chemical Society per la Chimica Teorica nel 2001.



