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I-RIM awards

L’intervento di Barbara Mazzolai

Si è conclusa con la premiazione dei migliori articoli sulla robotica la seconda conferenza italiana di robotica e macchine intelligenti organizzata nell’ambito della manifestazione “Maker Faire Rome – The European edition”.

Progettazione meccanica di sistemi robotici, pianificazione e controllo di sistemi robotici, intelligenza artificiale per la robotica, robotica biomedica sono gli ambiti entro i quali la giuria composta da Marco Ceccarelli, Rita Cucchiara, Eugenio Guglielmelli, Luigi Villani ha decretato gli articoli vincitori scegliendoli da una rosa di finalisti.

Per “Progettazione meccanica di sistemi robotici” hanno ottenuto la menzione Giovanni Bianchi e Simone Cinquemani con l’articolo dal titolo Biomimetic Design of an Underwater Robot Inspired to the Cownose Ray. Per la sessione “Pianificazione e controllo di sistemi robotici” sono risultati vincitori Alessandro Palleschi, Marco Gugliotta, Chiara Gabellieri, Dinh Cuong Hoang, Todor Stoyanov, Manolo Garabini, Lucia Pallottino con l’articolo “Fully Autonomous Picking with a Dual-Arm Platform for Intralogistics Theoretical Challenges and Industrial Applications”.

Nella sessione “Intelligenza artificiale per la robotica” è stato scelto l’articolo Towards Effective Robot Tutoring for Skills Acquisitionpresentato da Giulia Belgiovine, Francesco Rea, Jacopo Zenzeri, Alessandra Sciutti. Infine, per la robotica biomedica è stato premiato un nutrito gruppo di ricercatori: Nicola Secciani, Marco Pagliai, Francesco Buonamici, Federica Vannetti, Jary Volpe, Lorenzo Bartalucci, Andrea Della Valle, Benedetto Allotta, Alessandro Ridolfi che hanno proposto l’articolo A Novel Architecture for a Fully Wearable Assistive Hand Exoskeleton System.

La cerimonia di premiazione presieduta da Barbara Mazzolai e Domenico Prattichizzo giunge al termine di tre giornate di lavori dedicati da I-RIM alla robotica e all’intelligenza artificiale.

Barbara Mazzolai, a chiusura della cerimonia, ha sottolineato: “Sono stati tre giorni di lavoro molto intenso e mi auguro che abbiano suscitato un forte interesse. Il ricorso obbligato alla relazione virtuale non ha tolto qualità e partecipazione ai nostri eventi. Abbiamo presentato 146 lavori, un numero in crescita rispetto all’edizione precedente. Questi articoli hanno permesso di conoscere l’ottima qualità della ricerca nel nostro Paese per quanto riguarda la robotica e l’intelligenza artificiale. Seguendo le varie sessioni e le tavole rotonde si è potuto toccare con mano l’alto livello scientifico degli argomenti e dei partecipanti.

Nelle sessioni plenarie, poi, la dimensione qualitativa si è ulteriormente espressa. Abbiamo iniziato in grande stile, oltre all’intervento di Giorgio Metta su robotica come fattore abilitante per l’innovazione industriale, Jamie Paik dell’Università di Losanna ci ha parlato di robot che cambiano la loro morfologia in due o tre dimensioni adattandosi all’ambiente circostante. Questi ultimi potranno essere utilizzati nella robotica indossabile, nel settore automobilistico e in futuro nello spazio. In un’altra plenaria Oussama Khatib dell’Università di Stanford, uno dei padri della robotica, ci ha condotto lungo il percorso di studi e ricerche sviluppate in questo ambito fino agli ultimi lavori dedicati al robot dalle sembianze umanoidi, in particolare per quanto riguarda il tronco e le braccia, arti essenziali per far in modo che queste macchine possano lavorare con successo in situazioni estreme, per esempio nei recuperi archeologici a grandi profondità. Abbiamo affrontato poi la microrobotica con Brad Nelson dell’Università di Zurigo che ci ha parlato della miniaturizzazione dei robot da utilizzare in ambito medico. Anche in questo caso, abbiamo potuto ascoltare quanto sia importante la bioispirazione per esempio il movimento dei flagelli dei batteri o i movimenti ameboidi congeniali alle attività che si sviluppano nel nostro corpo. Barbara Weeb dell’Università di Edimburgo ha citato un altro aspetto della bioispirazione. Weeb ha presentato delle soluzioni di navigazione robotica ispirata alle formiche, in particolare quelle che vivono in ambienti molto caldi che non usano la strategia dei feromoni ma si orientano con la luce del sole e con altre capacità sensoriali. Sottolineo poi un intervento istituzionale, quello di Cecile Huet, Deputy Head of Unit Robotics & Artificial Intelligence della Commissione Europea, che ha illustrato il nuovo piano europeo per la robotica e l’intelligenza artificiale. Non abbiamo dimenticato poi gli aspetti di divulgazione scientifica chiamando a moderare le nostre tavole rotonde giornalisti responsabili di settore del maggior quotidiano italiano e di una testata scientifica.

Si è trattato quindi di un’edizione alla quale i miei colleghi ed io ci siamo dedicati con grande impegno e riteniamo di avere offerto al nutrito numero di persone che ha seguito le nostre dirette uno spaccato della robotica e dell’intelligenza artificiale puntuale e approfondito”.

I-RIM 3D 2020 ha puntato i riflettori anche su quanto sta avvenendo in ambito politico ed industriale a sostegno della robotica e dell’intelligenza artificiale, elementi sostanziali per un piano della ricerca nel nostro Paese che sia il fulcro del rilancio che ci auguriamo di poter vivere a breve.

Appuntamento quindi al prossimo anno per I-RIM 3D 2021 come ha ricordato il Presidente Antonio Bicchi.

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