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Intervista a Dajana Cassioli, Chair di IEEE WIE Affinity Group – Italy Section

2-3 dicembre, il primo IEEE WIE International Leadership Summit in Italia

Lo scorso anno ai primi di dicembre si è tenuta la conferenza online “Women in Engineering International Leadership Summit Virtual Event” organizzata da Marianna Semprini, Clinical Research Team Leader IIT e Michela Chiappalone, Professoressa Associata dell’Università di Genova, in collaborazione con IEEE Women in Engineering (IEEE WIE) e supportata da IEEE WIE Affinity Group – Italy Section. Un’edizione che ha riscosso grande successo ma che, causa Covid, si è presentata come l’edizione provvisoria, in attesa di poter pianificare l’evento in presenza e in forma più estesa. Proprio da OpenTalk Semprini e Chiappalone avevano svelato alcune anticipazioni dell’edizione 2021 che è ormai alle porte. Il primo IEEE WIE International Leadership Summit italiano infatti,  si terrà il prossimo 2 e 3 dicembre in versione ibrida, dando la possibilità al pubblico di assistere di persona a Genova, presso Villa Cambiaso dell’Università di Genova il giorno 2 e nella sede di Morego di IIT il giorno 3 o collegandosi in streaming. Per consultare il programma e iscriversi è possibile visitare il sito ufficiale. https://wieils-italy.eu/

L’evento, aperto a tutt*, sarà l’occasione per affrontare tematiche di empowerment con la Sessione “How I became a STEM scientist”, entrepreneurship Sessione “Role Models for Leadership e Innovation”, mentoring Sessione “From Mentee to Mentor”, genitorialità Sessione “Parents in Science” e salute mentale Sessione “Breaking the Stigma on Mental Health” attraverso dibattiti, presentazioni e tavole rotonde tenute da ospiti nazionali e internazionali.

Abbiamo intervistato Dajana Cassioli, Chair di IEEE WIE Affinity Group – Italy Section.

Qual è la missione di IEEE WIE Affinity Group – Italy Section?

Women In Engineering è un’associazione mondiale che conta più di 20.000 membri e oltre 900 Affinity group in circa 100 Paesi. Noi avevamo il desiderio di creare un presidio anche in Italia e nel 2016 ho fatto io stessa la raccolta firme per avere l’autorizzazione da IEEE e così nel 2017 è stato istituito ufficialmente il primo Affinity Group italiano di IEEE.  La nostra missione è organizzare attività del più svariato tipo per stimolare la partecipazione femminile nelle materie STEM a tutto tondo, sebbene facciamo capo ufficialmente ad IEEE e dunque all’ambito “ingegneria”. Ci piace l’idea di essere davvero inclusive, tanto più se si tratta di far partecipare curiose e curiosi ai nostri dibattiti, alle conferenze e a tutte le occasioni in presenza e online che ci vedono protagoniste o a sostegno delle organizzatrici come nel caso dell’evento del 2-3 dicembre. Ultimamente ci stiamo impegnando per raggiungere anche un pubblico molto giovane, proponendo attività alle scuole primarie e agli asili nido, con l’intento preciso di abbattere gli stereotipi di genere. Partiremo a breve con una nuova iniziativa che si chiama IRIS, attraverso la quale raccoglieremo testimonianze delle scuole primarie che hanno intrapreso iniziative e progetti per educare bambine e bambini all’eguaglianza di genere, soprattutto per stimolare, in prospettiva, il coinvolgimento delle ragazze nelle materie scientifiche e tecnologiche.

Avete un vero e proprio statuto interno?

Abbiamo stilato una “Carta degli impegni” con 12 obiettivi, sottoscritti da tutte le associazioni con cui abbiamo collaborazioni all’attivo sul territorio nazionale, in particolare AICA, AEIT e WWE. Ogni anno la carta viene riaggiornata a seconda delle nuove priorità e quest’anno l’aggiornamento deriva da una discussione che abbiamo avuto con rappresentanti IEEE e WIE Europe in occasione della nostra assemblea annuale a settembre, elevando  la carta ad uno standard europeo. Ogni obiettivo ha un preciso indicatore di prestazione per vedere il livello raggiunto. Quest’anno siamo state insignite di tre riconoscimenti: Best Chapter Award della IEEE Sezione Italia, Honorable Mention on the 2021 WIE Affinity Group of the Year Award e Certificate of Appreciation for Notable Services and Contributions towards the advancement of IEEE and the Engineering Professions che è stato assegnato a me personalmente, ma che condivido con tutto il team.

Perché sono importanti realtà come la vostra?

Fare comunità, mettere in comune problematiche o tematiche all’interno di un gruppo, in questo caso un affinity group, è importantissimo per le cosiddette minoranze. Noi siamo partite con 50 persone iscritte, tra uomini e donne, e oggi siamo circa 200. Un dato interessante è che il 30% degli iscritti a WIE International sono uomini. Periodicamente facciamo dei meeting molto partecipati e quello che riscontro è una crescente urgenza di confrontarsi, aprirsi. L’altro aspetto, non meno importante, di essere un gruppo numeroso, sempre più vicino ad essere una comunità, è la visibilità e autorevolezza che si acquisisce via via. La visibilità per realtà come IEEE WIE Italy Section è fondamentale, perché significa non essere più invisibili e avere voce in capitolo. Ci stiamo strutturando in maniera sempre più efficace e per questo auspichiamo di crescere ancora, inoltre mi preme sottolineare che è possibile collaborare con noi anche senza essere iscritte https://site.ieee.org/italy-wie/activities/get-involved/

Essere ingegnera e Presidente di una realtà che unisce ingegnere di tutta Italia la inorgoglisce?

All’inizio di questo percorso, quando ero più giovane, il sentimento dominante era proprio l’orgoglio di avercela fatta anche io, “da donna”, a diventare ingegnerE. Nel corso degli anni, ho realizzato invece, che la spinta a dover dimostrare di valere come e più di un uomo, di farcela a raggiungere gli stessi risultati, è logorante ed è una cosa che non mi compete. Questo atteggiamento lo si vede ancora oggi nella scelta di molte ingegnere nel voler essere chiamate al maschile e non al femminile. La questione è semantica, prima ancora di essere lessicale. Con il passare degli anni ho capito che non dobbiamo uniformarci a qualcosa, in questo caso al modello dell’ingegnere, e quindi ad un modello maschile, per sentirci migliori, più forti, bensì fare quello che vogliamo a modo nostro, l’ingegnera, la chimica, la storica, qualsiasi altro mestiere e ottenere di collaborare con i colleghi da pari, questo sì è fondamentale. Senza filosofeggiare troppo, la diversità è un bene, perché significa che ognuno può portare la sua esperienza, il suo background, ad una comunità. Non c’è un unico modo di occuparsi di ingegneria e soprattutto non c’è un modo migliore di esserlo, se non quello legato al merito ovviamente. Invece essere la Presidente di IEEE WIE Italy Section mi riempie di orgoglio, perché per me significa dare voce e forma a necessità comuni e riuscire, attraverso tutte le attività che proponiamo, a fornire un’alternativa di pensiero per le più giovani e i più giovani.

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