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La start-up Circle Garage con Aitek per affrontare le sfide del futuro

Intervista a Fabrizio Ferrari CEO di Aitek che ha recentemente acquisito la start-up nata in IIT Circle Garage

In questo clima di incertezza globale Aitek S.p.A., azienda che opera nel campo di soluzioni tecnologiche e digitali, ha inserito nel proprio capitale Circle Garage S.r.l., una delle prime start-up IIT, che sviluppa prodotti e servizi innovativi per l’Industry4.0.Circle Garage inizia il suo percorso di impresa nel 2013, lanciando sul mercato un dispositivo elettronico indossabile nato da una tecnologia sviluppata nell’ambito delle attività di ricerca svolte in IIT da Marco Gaudina, uno dei suoi fondatori e CEO. In seguito Gaudina, con il collega Luca Lagomarsino, hanno affrontato altre sfide tecnologiche, spostando l’attività dell’azienda sullo sviluppo di software per il cloud e l’analisi dati dal quale è poi nato Hiris.io, il prodotto di punta della start-up.Abbiamo intervistato Fabrizio Ferrari, CEO di Aitek per raccontarci questa storia di acquisizione, la prima per quanto riguarda le realtà imprenditoriali nate da IIT, il cui obiettivo è favorire una crescita reciproca per affrontare meglio le sfide tecnologiche del futuro.

Aitek è una azienda leader nella realizzazione di sistemi altamente tecnologici applicati in ambiti che vanno dalla videosorveglianza ai caselli autostradali, dagli strumenti di comunicazione all’analisi video, come siete entrati in contatto con Marco Gaudina di Circle Garage?

Avevo incontrato Marco Gaudina già all’inizio della sua avventura imprenditoriale, quando stava ancora valutando l’ipotesi di creare una startup: tuttavia ci fu soltanto un confronto di idee, nel quale mi limitai a dare qualche suggerimento sulla base delle esperienze maturate grazie al ruolo che allora – circa 7 anni fa – ricoprivo in Confindustria. Il caso ci ha fatto incontrare nuovamente nel 2018, durante una missione in Cina organizzata da IIT e ESA. I dieci giorni trascorsi tra convegni, cene e colloqui informali davanti ad una birra ci hanno permesso di approfondire la conoscenza reciproca, facendo scattare un feeling imprenditoriale che al ritorno ho iniziato a coltivare, introducendo Marco e il suo socio Luca Lagomarsino a tutta la Direzione Aitek. Un primo approccio per capire se le mie sensazioni positive erano condivise dal management aziendale. E così è stato.

Dal punto di vista operativo, come pensate di integrare le due organizzazioni?

Questo è un terreno nuovo per Aitek, fino ad oggi tutte le operazioni di sostegno verso spin- off e start -up si sono svolte attraverso partecipazioni di minoranza e senza alcuna integrazione tra le strutture operative. Proprio per questo la sfida è estremamente stimolante. Non abbiamo un piano preciso ma sappiamo che questo processo di integrazione ha delle grandi potenzialità. L’integrazione è per noi contaminazione, un termine valido nell’ambito dell’innovazione ma anche nel campo dei processi e delle organizzazioni.

In futuro pensate di procedere con ulteriori operazioni di questo tipo?

Diciamo che questa operazione è stata per me molto stimolante e che ci ho preso gusto, per cui l’auspicio è di scoprire altre realtà come Circle Garage, con cui poter condividere un percorso di crescita nel mondo industriale. In fondo, anche Aitek nasce come spin-off universitaria: per questo ha sempre cercato di instaurare rapporti di “tutoraggio” nei confronti delle start up nate nei laboratori accademici e di incentivare idee imprenditoriali dei ricercatori del territorio.

Considerando anche la sua esperienza ai vertici di Confindustria Genova e il suo attuale coinvolgimento con il tessuto imprenditoriale costituto principalmente da PMI, il sistema di trasferimento tecnologico dagli enti di ricerca al mercato crede possa favorire il processo di innovazione del nostro Paese?

Sono assolutamente convinto che sia così, infatti durante l’attività passata e presente in Confindustria mi sono sempre adoperato affinché il processo di trasferimento tecnologico potesse continuare ad evolvere e migliorare. Essendo questo tema estremamente complesso, è fondamentale provare continuamente nuove strade per favorire l’innovazione. Le strategie applicabili al trasferimento tecnologico sono estremamente varie e complesse, per questa ragione occorre avere un approccio aperto, in grado di coinvolgere tutto il sistema produttivo composto da Piccole, Medie e Grandi Imprese: ognuna di queste categorie imprenditoriali avrà modalità operative e tempistiche differenti, perché il trasferimento tecnologico è un processo “sartoriale” e non può essere schematizzato.

La vostra storia con Circle Garage può essere considerata una “success story” per raccontare come l’innovazione possa nascere nei laboratori e arrivare ad impattare sul tessuto produttivo?

Considerato che un po’ di scaramanzia non fa mai male, preferirei dire che è l’inizio di una “success story”, che siamo sicuri di portare a compimento con soddisfazione di tutti i partecipanti, e che lavoriamo affinché il successo venga sancito dal mercato.

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