Non solo campione: l’eredità umana di Alex Zanardi

Il campione paralimpico che ha insegnato a guardare avanti, dentro e fuori dallo sport

 

In questa undicesima puntata, ho voluto dedicare un approfondimento alla figura di Alex Zanardi, un uomo che ha saputo reagire al destino e reinventare la propria vita con un coraggio fuori dal comune. Nonostante il drammatico incidente del 2001 nel circuito Lausitzring in Germania che gli costò l’amputazione delle gambe, Zanardi trasformò una tragedia in un’opportunità, diventando un simbolo universale di resilienza e positività.

In seguito alla sua morte, avvenuta il primo maggio 2026, il suo nome è tornato a riempire i social network. Da Bebe Vio a Sophia Goggia, da Fiorella Mannoia a Vasco Rossi, sportivi, artisti e persone comuni si sono uniti in un tributo corale, celebrando non solo il campione, ma l’uomo capace di entrare nel cuore di tutti.

Il primo passo della sua nuova vita da persona con una disabilità passò dal Centro Protesi INAIL di Vigorso di Budrio, dove Alex non si limitò a essere un paziente. Con la mentalità del pilota e la curiosità di chi vuole superare ogni limite, collaborò con medici e ingegneri, per migliorare le sue protesi e adattarle alle sue esigenze. Fu lì che comprese di poter tornare non solo a vivere, ma anche a competere nello sport.

Da quell’esperienza nacque la passione per l’handbike, disciplina nella quale sarebbe diventato uno dei simboli dello sport paralimpico mondiale. Fondamentale fu anche l’incontro con Vittorio Podestà, con cui condivise gare, allenamenti e una profonda amicizia. Nel giro di pochi anni, conquistò il pubblico internazionale grazie ai trionfi alle Paralimpiadi di Londra 2012 e alle Paralimpiadi di Rio 2016, dove vinse quattro medaglie d’oro e due d’argento, diventando un esempio di determinazione ben oltre il mondo dello sport.

La sua determinazione non si è fermata allo sport. Negli anni Zanardi è diventato un simbolo di inclusione, prestando il suo volto e la sua voce a numerose iniziative sociali e dimostrando che la disabilità non deve rappresentare un limite alla partecipazione e alla creatività.

La sua ironia (o auto-ironia) e la sua capacità comunicativa lo hanno portato anche nel mondo della televisione. Ha condotto programmi come “E se domani. Quando l’uomo inventa il futuro” – , che il novembre 2011 dedicò una puntata anche alle tecnologie dell’IIT ospitando l’allora Direttore Scientifico Roberto Cingolani – e ”Sfide”, andando in onda su RAI 3, dedicati rispettivamente alla scienza e ai grandi protagonisti dello sport. Nel 2012 accompagnò il Giro d’Italia con la Fondazione Veronesi per l’iniziativa “Correre con la scienza”, durante cui, per la dodicesima tappa del giro in Liguria, ospitò di nuovo i racconti dell’Istituto. Lavorò anche come doppiatore nei  film come Cars e Soul.

In ogni esperienza ha trasmesso lo stesso messaggio: concentrarsi non su ciò che manca, ma su ciò che si può ancora costruire.

L’eredità più concreta di Alex Zanardi vive oggi attraverso Obiettivo 3, la Società Sportiva Dilettantistica da lui fondata nel maggio 2017. Questo progetto, nato da una riflessione maturata durante i Giochi Paraolimpici di Rio 2016, ha l’obiettivo di avviare le persone con disabilità alla pratica sportiva, fornendo loro un punto di riferimento e, soprattutto, un sostegno concreto. Zanardi la promosse sui social media con un video che abbiamo ritrovato online.

Il punto di forza dell’associazione è avvicinare e coinvolgere il maggior numero possibile di persone allo sport. Lo fa attraverso visite in Centri Spinali, ospedali e strutture sportive, ma anche tramite autocandidature. Inoltre, si occupa di formare e sostenere atleti paralimpici in diverse discipline — tra cui paraciclismo, paratriathlon, atletica, tennis in carrozzina e tiro con l’arco — offrendo attrezzature in comodato d’uso gratuito, supporto tecnico e una rete di coach e tutor specializzati.

Nei suoi primi anni di attività l’associazione ha coinvolto oltre cento atleti provenienti da tutta Italia, molti dei quali hanno preso parte a competizioni nazionali e internazionali, ottenendo risultati importanti anche in ambito paralimpico. Tra di essi dieci atleti qualificatisi ai Giochi Paralimpici di Parigi nel 2024, con risultati importanti: quattro medaglie (tre bronzi e un argento) in tre discipline diverse.

È anche per questo che il tributo arrivato in questi giorni da personaggi così diversi tra loro racconta quanto la sua figura abbia saputo unire mondi diversi attraverso il coraggio, l’umanità e la capacità di guardare sempre avanti.

“La vita è come un giro in pista: ci sono curve che non ti aspetti, ma sta a te scegliere come affrontarle.”

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