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13/07/2020

Prima, durante e dopo Covid-19, com’è cambiata la vita dentro i centri IIT

Valentina Polini

Intervista a Massimiliano Gatti, Direttore Technical Services and Facilities di IIT

IIT era aggregazione. Multiculturalità e incontri, continui, per le scale e in caffetteria. La ricerca passava anche da questi innumerevoli meeting, a volte casuali a volte organizzati, dove un caffè risolveva un problema scientifico o apriva nuovi orizzonti per nuove collaborazioni. All’italiana, ma con più di 60 Paesi rappresentati, e usi e costumi che li caratterizzavano e che hanno sempre caratterizzato ogni momento di collettività.

Cos’è rimasto di tutto questo dentro gli edifici in cui l’Istituto Italiano di Tecnologia ospita uno staff composto da oltre 1700 persone?

In questi mesi così particolari per tutti noi, l’attività di ricerca non si è mai fermata, sia in laboratorio, con un’attenta programmazione delle presenze e con tutte le cautele e le attenzioni necessarie, sia da remoto, grazie al supporto della tecnologia. L’interazione, lo scambio di opinioni, anche solo un caffè preso in video con i colleghi, ognuno dalla propria abitazione, hanno permesso di mantenere vivo lo spirito IIT; possiamo quindi dire che IIT è ancora aggregazione, anche in modalità remota e nel rispetto del distanziamento sociale.

 

Partiamo dall’inizio della pandemia. Ad un certo punto la Regione Liguria chiude le scuole, era il 28 febbraio, e pochi giorni dopo annuncia la chiusura totale di uffici pubblici, università e negozi, passando per il lockdown esteso a tutto il Paese.

Niente più aggregazione, niente più riunioni. Oltre il telelavoro prontamente attivato in IIT e il sostegno digitale che gli uffici ICT hanno saputo dare per mantenere le comunicazioni vive e la scienza senza interruzioni totali, ci racconti come hai dovuto gestire a livello tecnico i centri di Genova e gli 11 centri satelliti in Italia mantenendo la possibilità che i laboratori necessari rimanessero aperti e funzionanti? Come avete dovuto rivedere gli spazi comuni come le meeting room, la caffetteria, il ristorante e le stesse scale? Sono stati sufficienti gli spazi per redistribuire il personale tutto?

La gestione di sedi distribuite su tutto il territorio nazionale, con normative regionali differenti, è stata una sfida complessa, che, con un pizzico di orgoglio, mi sento di dire è stata superata con successo, soprattutto grazie al lavoro duro di tutti i colleghi della Direzione Technical Services and Facilities ed il supporto degli ASPP e dei tecnici dei laboratori di IIT. Revisione delle capienze, implementazione dei servizi di pulizia, sanificazione e manutenzione degli impianti, segnaletica diffusa, distribuzione di mascherine, gel sanificanti, salviette per la pulizia di strumentazione e superfici, paratie divisorie sono solo alcune delle azioni intraprese in questi mesi per garantire al personale di continuare a svolgere l’attività di ricerca in totale sicurezza. Un particolare elemento di soddisfazione, che dimostra ancora una volta lo spirito adattivo di IIT a tutte le situazioni, è stato il sistema di termoscanner all’accesso del CCT e del CRIS di Genova, sviluppato a tempo di record dai colleghi ricercatori coordinati dal PI Alessio Del Bue, che ci ha consentito di realizzare il controllo della temperatura in ingresso in un momento in cui le disponibilità sul mercato di sistemi analoghi erano pressoché nulle per le numerose richieste.

 

Qual è stata la difficoltà maggiore nell’ottemperare alle regole imposte dal Dpcm una volta rientrato lo stato d’allerta dopo il 18 maggio? Quando pensi si possa tornare alla normalità?

La difficoltà maggiore è sicuramente stata il coordinamento delle presenze, necessario a garantire lo svolgimento delle attività di ricerca ma sempre nel rispetto delle capienze massime e di tutte le precauzioni previste per il contenimento della diffusione del virus. E’ stato comunque un lavoro di squadra e grazie alla collaborazione dei ricercatori, dei tecnici e di tutto il personale amministrativo siamo stati in grado di gestire tutto in sicurezza.

 

IIT promuove l’utilizzo delle bici con discount ad hoc per i dipendenti e lo staff tecnico scientifico, per uno stile di vita più sano e per venire incontro alle difficoltà del traffico importante durante queste giornate estive. Ci sono altre iniziative che avete adottato o che pensi si possano mettere in atto per venire incontro ai giovani di IIT, alle famiglie e, in generale, a uno stile di vita più salutare e nel rispetto dell’ambiente? 

IIT da tempo pone la massima attenzione ai temi ambientali e sociali, promuovendo a vari livelli la propria Politica Ambientale ed il sistema di gestione ambientale certificato ISO14001. Negli anni, sono state avviate varie azioni oltre all’ultima citata, tra cui le convenzioni per agevolare la mobilità elettrica, le politiche di riduzione dei rifiuti e un consumo consapevole delle risorse attraverso il recupero ed il riciclo. Dal punto di vista sociale, anche durante il lockdown sono state svolte le raccolte di sangue in collaborazione con Avis, sostenendo la campagna #escosoloperdonare. Per il prossimo futuro, IIT sarà impegnato in nuove iniziative per contribuire al raggiungimento degli obbiettivi per lo sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite, con un sempre maggiore coinvolgimento dei ricercatori e delle loro attività di ricerca nella Politica Ambientale dell’Istituto. Ma di questo parleremo alla prossima intervista!