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17/05/2019

Un algoritmo per valutare il debito ambientale

By: Claudio Rossetti

Gianmarco Montanari interviene al Forum PA 2019: innovazione sostenibile come investimento sul futuro

Tre giorni e un florilegio di occasioni di formazione in questa trentesima edizione del FORUM PA, convegno di punta nel panorama nazionale che si è tenuto a Roma dal 14 al 16 maggio. Il filo conduttore dell’edizione 2019 è stato la creazione di valore per il Paese da parte della Pubblica Amministrazione, passando per la trasformazione digitale e la modernizzazione delle istituzioni come strumento per una gestione trasparente e partecipata della cosa pubblica. La PA, in quanto soggetto attivo nella creazione di valore pubblico, deve infatti essere considerata come un fattore decisivo per lo sviluppo del Paese. Per fare il punto, sono state coinvolte eminenti personalità chiamate a portare la propria esperienza in un momento di confronto e condivisione importantissimo. Sono stati trattati ed approfonditi tantissimi temi, ma, ovviamente, quello più importante e delicato, neppure a dirlo, è stato quello della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il convegno, che ha coinvolto il gotha di imprese, istituzioni e cittadini, giunge infatti nel momento in cui l’interesse per il futuro del nostro pianeta è alto e a gran voce si reclamano politiche per uno sviluppo sostenibile.

Gianmarco Montanari, Direttore Generale dell’Istituto Italiano di tecnologia è stato invitato al Convegno per portare la propria testimonianza di manager e di saggista. Ha scritto due libri sul tema dell’innovazione ambito del quale fa parte a pieno titolo la sostenibilità.

Secondo Montanari lo sviluppo sostenibile è la sola strada percorribile per garantire crescita e benessere, nonché l’unica cornice nella quale progettare il futuro del nostro pianeta. La crescita economica dovrà infatti sempre più spesso misurarsi con le tematiche dell’impatto ambientale e del benessere sociale e, per questo, diventerà fondamentale ripensare gli attuali modelli economici e guardare a modelli di sviluppo sostenibile integrato, dove imprese, istituzioni e singoli cittadini possano essere attori protagonisti di un vero percorso di crescita.

Nella veste di Direttore Generale dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Montanari, ha sottolineato con orgoglio i brillanti riconoscimenti ottenuti dai giovani ricercatori dell’Istituto che, provenienti da tutte le parti del mondo, hanno scelto proprio l’Italia per coltivare la ricerca scientifica ai fini di trasferimento tecnologico. I risultati ottenuti, anche a livello internazionale, parlano chiaro: in un periodo di grande recessione, i ricercatori di IIT sono riusciti ad aumentare il numero delle pubblicazioni sulle riviste scientifiche e dei brevetti depositati. Questo dimostra che la cosa pubblica, l’innovazione e la meritocrazia non sono termini antitetici, ma ben si possono coniugare, se si imposta un metodo di valutazione trasparente oggettivo e misurabile. L’analisi combinata dei dati di spesa in ricerca e sviluppo e dei risultati ottenuti, mostrano come sia possibile valorizzare l’impatto delle risorse grazie a una ragionata governance ed alla bravura degli stakeholders. La sfida principale del nostro secolo, quindi, è una competizione strategica e politica pesantemente influenzata dai trend in atto, teoria tra l’altro, approfondita nell’ultimo libro di Montanari, Tech Impact. È necessario, tornando al tema centrale del convegno, definire degli obiettivi sfidanti e chiari. Tutto ciò con una dose di competenze e leadership anche nella PA, indispensabili per gestire con successo la trasformazione in atto. Non è un caso che le amministrazioni maggiormente digitalizzate siano anche quelle in cui leader determinati e competenti creano team di direttori, dirigenti e funzionari formati nell’applicazione del pensiero “digitale”. Quest’ultimo, fuori da ogni dubbio, deve influenzare il miglioramento dei servizi pubblici, l’eliminazione delle norme inutili, l’implementazione della strategia digitale, gli investimenti nella ricerca e nella tecnologia. Quest’ultima è un eccezionale abilitatore al cambiamento e al miglioramento.

Proprio partendo dalle grandi sfide per l’Italia di oggi e di domani, e soffermandosi sul tema della sostenibilità ambientale, Montanari ha portato all’attenzione di una partecipe platea un metodo di valutazione nuovo, teso a coinvolgere le persone sul tema dell’economia sostenibile. Si tratta di un algoritmo innovativo per il calcolo del debito ambientale intergenerazionale che, ereditato dalla generazione passata, incrementato da quella attuale, verrà lasciato alla generazione futura: ecco lo IED Intergenerational Envinronmental Debt, l’insieme delle responsabilità di tutti i paesi, delle persone private e delle industrie, che hanno causato negli ultimi 3 secoli, la progressiva debilitazione ambientale  del nostro pianeta a causa di forme di produzione e di consumo massive, che si sono rafforzate con la globalizzazione. La deturpazione ecologica e sociale cui assistiamo, alimenta giorno dopo giorno un modello di sviluppo consumistico spesso basato sullo spreco e sul consumo esacerbato. Questi comportamenti incidono inevitabilmente sul nostro futuro. Il consumo di budget in natura è un intervento che ha segnato tutte le generazioni prima della nostra. Noi coltiviamo la tendenza e sicuramente figli nipoti e pronipoti non riusciranno a diminuire il debito. Di questo passo non ci sarà più proporzionalità nell’accesso alle risorse, i nostri figli non avranno a disposizione la stessa quantità di beni di cui possiamo disporre noi oggi. Noi stiamo aumentando il debito pregresso  che  sommato al debito di oggi, non farà altro che accrescere il debito di domani. Siamo ancora in tempo ad intervenire, ma occorre farlo subito, ora, immediatamente. Occorre creare un modello economico che riduca drasticamente quantomeno il debito prodotto oggi, elaborando soluzioni di smaltimento, riuso, riduzione e riciclo by default. Se per rilanciare lo sviluppo economico si cerca di ridurre il debito ,rilanciare la produzione, migliorare le organizzazioni, anche per l’ambiente si devono applicare le stesse regole, con l’aiuto di IED occorre fare lo stesso con l’ambiente, da qui la misura dello IED, uno strumento sintetico, oggettivo, chiaro.

Gianmarco Montanari ha chiuso il suo intervento sottolineando il bisogno  che tutti si mobilitino per contribuire a cambiare passo verso uno sviluppo sostenibile che coinvolga chiunque, come ricorda l’Agenda 2030. «È richiesta  un’azione individuale e collettiva, dal mondo economico e imprenditoriale a quello politico e delle istituzioni, dai cittadini agli operatori dell’informazione, dobbiamo cambiare rapidamente mettendo in campo un impegno forte, generale e condiviso, per riformulare  il modello di sviluppo e produrre quella transizione verso la sostenibilità economica, sociale, ambientale e istituzionale in grado di garantire un futuro di benessere a questa, ma soprattutto alle nuove generazioni».