La robotica intelligente come prossimo mercato strategico per l’EU

Il resoconto dell’incontro organizzato dal network europeo euROBIN (European Excellence Network on AI-based Robotics) presso la Yehudi Menuhin Hall del Parlamento Europeo a Bruxelles

Aziende, mondo della ricerca e del policy making uniti da un comune scopo: creare le condizioni necessarie affinché la robotica basata sull’intelligenza artificiale possa diventare in Europa un mercato strategico così come è stato l’automotive, riuscendo a competere con gli Stati Uniti e la Cina. Questo è stato il punto cruciale affrontato ieri, 2 settembre, all’incontro organizzato dal network europeo euROBIN (European Excellence Network on AI-based Robotics) presso la Yehudi Menuhin Hall del Parlamento Europeo a Bruxelles.

All’evento hanno partecipato 170 rappresentanti di alto livello della politica, della ricerca e dell’industria europea. Per l’IIT erano presenti il Direttore Scientifico Giorgio Metta, e i Senior Researcher Antonio Bicchi e Nikolaos Tsagarakis con parte del suo team; oltre alla start-up dell’IIT Generative Bionics con il CEO Daniele Pucci, a testimoniare la capacità dell’Europa di trasformare la ricerca di alto livello in nuova impresa. Tra gli ospiti anche Bruno Siciliano, Professore ordinario di automatica e robotica all’Università di Napoli Federico II; Cécile Huet, Capo dell’unità Eccellenza nell’intelligenza artificiale e nella robotica, AI Office, della Commissione europea; e Lucilla Sioli, Direttrice dell’Artificial Intelligence and Digital Industry della DG CONNECT della Commissione Europea.

L’apertura dell’incontro ha visto gli interventi di Alin Albu-Schäffer, coordinatore scientifico della rete euROBIN e a capo dell’Istituto di Robotica e Meccatronica del German Aerospace Center (Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt – DLR); del politico tedesco Axel Voss, membro del Parlamento europeo (MEP), che ha ospitato l’evento; Alessandro Chiocchetti, Segretario generale del Parlamento europeo; e di Thomas Skordas, Vicedirettore generale della DG CONNECT della Commissione Europea. Ciascuno ha sottolineato l’importanza di un maggiore impegno economico e programmatico per il futuro, ricordando anche alcuni eventi che hanno segnato il mercato imprenditoriale europeo: il passaggio delle europee KUKA e ABB sotto le proprietà cinese e giapponese.

“L’Europa sa fare robotica: lo stiamo dimostrando in modo convincente. Ora dobbiamo garantire che la ricerca europea d’avanguardia generi anche leader di mercato europei. Se IA e robotica definiranno la prossima grande rivoluzione industriale, non possiamo permettere che si ripeta una situazione in cui le tecnologie chiave vengono sviluppate qui, ma commercializzate altrove. Servono meno barriere, più slancio e condizioni migliori per gli investimenti e la crescita», ha dichiarato il MEP Voss, eletto per la Germania nelle fila della CDU e appartenente al gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE).

“Vogliamo dimostrare che c’è un ecosistema della robotica e della ricerca fortissimo: l’Europa e l’Italia possono ancora competere in questa gara internazionale della fisica e dell’intelligenza artificiale. Abbiamo i mezzi e le competenze, adesso è il momento di mettere a terra i risultati”, ha dichiarato Giorgio Metta, direttore scientifico dell’IIT.

L’Unione Europea è leader a livello mondiale nella ricerca in campo robotica e continua a primeggiare davanti agli Stati Uniti e all’Asia, in diversi ambiti. Sia nei centri di ricerca che nelle aziende, l’Europa vanta la presenza di pionieri del settore – per esempio, Antonio Bicchi è stato insignito l’anno scorso del prestigioso IEEE Pioneer in Robotics and Automation Award 2025 per i suoi contributi pionieristici alla robotica.

I risultati più significativi si sono ottenuti nei robot collaborativi, negli avatar robotici, nella navigazione autonoma, nelle mani robotiche dotate di destrezza, nei robot con gambe e nella robotica aerea.

Tale eccellenza è stata mostrata in modo pratico dalle dimostrazioni di 15 sistemi robotici, divisi in distinti gruppi a seconda delle loro possibili applicazioni in 3 scenari di particolare rilevanza economica e sociale: la produzione industriale e manifatturiera in ottica di economia circolare, l’assistenza alle persone nella vita quotidiana per migliorare il loro benessere, l’utilizzo in attività di logistica e trasporto per rendere le comunità più sostenibili.

Tra i robot illustrati e operativi vi è stato Kyon, un nuovo robot quadrupede dell’IIT capace sia di muoversi su ruote sia di camminare su gambe, adattandosi a terreni diversi, sviluppato dall’Humanoids & Human Centered Mechatronics Lab, guidato da Tsagarakis. L’umanoide GENE01 della start-up dell’IIT Generative Bionics, presentato in anteprima mondiale al CES 2026 di Las Vegas a gennaio 2026. Il robot Thiago Pro della francese INRIA e Rollin Justin della tedesca DLR, entrambi impegnati come aiutanti domestici, e il robot Transformer della svizzera ETH.

La dimostrazione dei robot è stata seguita da un dibattito a porte chiuse sulle misure necessarie per sviluppare, nei prossimi 10-15 anni, un’industria europea della robotica basata sull’IA, per scala e rilevanza paragonabile a quella automobilistica di oggi.

L’evento ha offerto spunti per definire le future direttrici strategiche dell’Unione Europea, che la comunità scientifica e imprenditoriale sperano possano presto diventare un programma di investimento concreto, dove non solo si generi l’ecosistema per creare i nuovi prodotti, ma creare un vero e proprio mercato. Il supporto del Parlamento e Commissione europea sarà necessario.

L’evento è stato promosso dalla rete europea di eccellenza euROBIN (European Excellence Network on AI-based Robotics), finanziata dal programma quadro Horizon Europe dell’Unione europea e comprendente 31 organizzazioni di 14 Paesi membri dell’Unione Europea, distribuite in 26 città, cui si aggiungono altri 38 partner finanziati attraverso il meccanismo di cascade funding.

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