L’IIT a Milano tra tecnologia, fashion e space economy

A Milano la prima edizione di “OVERVIEW an evening beyond the atmosphere”

L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) ha partecipato alla prima edizione di “OVERVIEW an evening beyond the atmosphere”, l’evento che il 24 settembre 2026, durante la Milano Fashion Week, ha portato la Space Economy al 39° piano di Palazzo Lombardia, in un dialogo inedito tra moda, tecnologia e nuove frontiere spaziali. Ideato e promosso dall’associazione non profit Switch Style Italy impegnata nella divulgazione della cultura d’impresa, l’evento è nato in collaborazione con Regione Lombardia.

L’iniziativa ha voluto porre l’attenzione sull’innovazione e sulle nuove tecnologie legate allo sviluppo della Space Economy, proponendosi come un punto di osservazione privilegiato sul futuro: lo spazio non è più soltanto materia per astrofisici e professionisti del settore, ma una nuova frontiera d’impresa e di sviluppo trasversale. Condotto dalla conduttrice televisiva Paola Rota, l’evento ha visto l’alternarsi relatori di aziende impegnate nel settore spaziale, ricercatori, opinion leader e professionisti del fashion e del design.

“Il futuro non è un concetto astratto, sono le persone che formeremo e le opportunità che creeremo”, ha sottolineato Debora Massari, l’assessore al Turismo, Marketing territoriale, Moda e Grandi Eventi di Regione Lombardia nei saluti di benvenuto, richiamando l’importanza del dialogo tra mondi diversi anche in settori come la moda, dove sarà importante progettare nuovi materiali.

L’IIT è stato tra gli ospiti tecnologici dell’evento, portando prototipi di tecnologie in grado di rispondere a esigenze che spaziano dalla salute all’esplorazione spaziale, dal monitoraggio ambientale al design e all’industria. Inoltre, Malena Oliveros, Chief Technology Officer di Alkivio Srl Società Benefit, start-up originata dai laboratori Smart Materials dell’IIT, è stata tre le relatrici della serata, ricordando che “i nostri biocompositi sono fatti per essere sostenibili ed essere un’alternativa alla plastica tradizionale in diversi settori”. In mostra, ad esempio, i cavatappi di design del brand Alessi realizzati in AlkiPaper®.

Presentati dai ricercatori Alessio Carminiani dell’IIT a Pontedera, Jesus Ortiz dell’IIT a Genova, e dalla project manager del programma Flagship Technologies for Sustainability dell’IIT Despoina Kossyvaki, l’IIT ha mostrato anche altri prototipi: l’esoscheletro morbido (XoLab) per gli arti inferiori, pensato anche per offrire uno strumento per l’allenamento e per contrastare gli effetti della microgravità sugli astronauti; gli organ-on-chip, dispositivi miniaturizzati che riproducono alcune caratteristiche fisiologiche degli organi umani e che consentono di studiare gli effetti dei farmaci sulle cellule del nostro corpo, mentre in ambito spaziale, permettono di analizzare l’impatto della microgravità e delle radiazioni sui tessuti umani; i robot soft che riproducono forme e capacità di organismi viventi, quali i bracci robotici ispirati al polpo, dotate di ventose per afferrare e manipolare oggetti, radici, rampicanti e lombrichi artificiali per esplorare terreni, sottosuolo e infrastrutture; semi artificiali per il monitoraggio ecologico e la riforestazione; e infine materiali ottenuti da scarti tessili e alimentari, micelio e altre risorse biologiche, destinati a imballaggi, abbigliamento, accessori e arredi. A questi si affiancano tessili e bioplastiche conduttivi, anche grazie all’impiego del grafene, per applicazioni nella moda intelligente, nella nautica e nell’industria. Il legno flessibile con possibilità di applicazione nel design, e infine gli idrogel per la coltivazione e i biomateriali per il rilascio controllato di sostanze attive aprono prospettive nell’agricoltura e nella cosmetica.

Durante la serata si sono svolte alcune sfilate: gli abiti realizzati con materiali innovativi di D-House, laboratorio urbano di moda; le tute prototipali per lo spazio della start-up REA Space; e gli accessori gioiello ispirati allo spazio di Idriss Gioielli.

La conclusione è stata affidata all’Astronauta e Ingegnere Paolo Nespoli, il cui intervento, un appassionato racconto delle sue esperienze in orbita intorno alla Terra, accompagnato dal video “The Sound (& Visions) of Silence” , ha ricordato l’importanza di preservare l’abitabilità del nostro pianeta. “Dallo spazio è possibile vedere una linea azzurra che circonda la Terra, è l’atmosfera, l’unica cosa che ci separa dal vuoto dello spazio cosmico”, ha spiegato. “Non potremo mai distruggere del tutto il nostro pianeta, ma stiamo rischiando di non poterlo più vivere.”

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