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03/07/2019

Book Review – SPAM. Stop plastica a mare

Raffaele Maurici

Trenta piccoli gesti per salvare il mondo dalla plastica

L’immagine di copertina è di quelle che smuovono le coscienze: un cavalluccio marino aggrappato con la sua coda prensile a un cotton fioc rosa, trasportato dalle acque. Non si tratta, come a prima vista sembrerebbe, di un fotomontaggio ben riuscito. “Sewage Surfer” è uno scatto colto in natura nei mari indonesiani. Finalista del Wild Life Photographer of the Year, è un’immagine simbolo che si è diffusa nel mondo, richiamando l’attenzione sulla necessità di ripulire il mare dalla plastica.

Meno verosimile, ma altrettanto efficace, è la telefonata di un cavalluccio marino che invoca aiuto dall’oceano soffocato dalla plastica, l’estroso avvio narrativo di “SPAM. Stop plastica a mare. 30 piccoli gesti per salvare il mondo dalla plastica”, l’ultimo lavoro di Filippo Solibello, edito da Mondadori.

Sensibile alle questioni ambientali, l’autore – noto conduttore della radio italiana – riprende con il nuovo libro l’intento di sensibilizzare il grande pubblico che, già nel 2005, lo portò a ideare la fortunata campagna “M’illumino di meno” contro lo spreco energetico. “SPAM. Stop plastica a mare” si presenta al lettore come un diario di viaggio, articolato in trenta giorni e altrettanti capitoli, all’interno del mondo della plastica. Un percorso fatto di innovazioni e tecnologie, ma anche di cambiamenti sociali profondi, dove opportunità e minacce coesistono. È un diario giornaliero che ci parla di storie e di incontri, alla scoperta delle tante persone impegnate a costruire un futuro più sostenibile, consapevoli della necessità di rimediare all’impatto della plastica sull’ambiente.  Attivisti, ricercatori, imprenditori, figure pubbliche, ma anche persone comuni che nel proprio lavoro e nella quotidianità cercano e sperimentano alternative.

Un viaggio in trenta tappe non solo per acquisire maggiore consapevolezza del problema, ma anche per mettere a fuoco trenta piccoli gesti quotidiani che ognuno di noi può adottare in prima persona, nuove abitudini che adottate su larga scala possono fare la differenza.

“SPAM. Stop plastica a mare” è un libro al tempo stesso brillante e scorrevole. Molto sapientemente, Solibello introduce nella scrittura la leggerezza e il ritmo del suo stile di conduzione radiofonica, alternando con incisività riflessioni acute e spunti vivaci. Uno stile personale che ha il merito di proporre in forma accessibile una grande quantità di informazioni, offrendo ai lettori una panoramica aggiornata sugli effetti della plastica sul mare e facendo luce su questioni problematiche come lo smaltimento della plastica, i rischi delle microplastiche, le normative oggi in cantiere, il fenomeno dei sacchetti illegali e la presenza delle ecomafie.

Tra le diverse storie proposte nel libro, alcune colpiscono per il coraggio e la capacità di tenere insieme l’impegno ambientale e quello civile. E’ il caso di Massimiliano Noviello e Gennaro Del Prete, figli di vittime della criminalità organizzata, che hanno fondato la Cooperativa Ventuno, che commercializza sacchetti compostabili e in Mater-Bi, ecologicamente e legalmente “puliti”, in un contesto dominato da buste di plastica e shopper illegali. Altre storie ci raccontano di ricercatori che studiano e sperimentano soluzioni per limitare la dispersione della plastica nel mare, facendo luce su fenomeni che mettono a rischio la catena alimentare, a cominciare dalle microplastiche che possiamo ritrovare nei tessuti muscolari dei pesci che mangiamo. Tra i protagonisti degli incontri di Solibello, ci sono anche giovani startupper che inventano soluzioni alternative, come i liguri della startup PcuP che, rovesciando il paradigma del consuma e getta, hanno sviluppato un bicchiere smart. Invece sviluppare oggetti che costano sempre meno da gettare via facilmente, loro hanno creato un bicchiere che costa di più ma che non  si deve gettare via. Un bicchiere smart, tecnologicamente avanzato, capace di erogare servizi digitali operando in abbinamento con lo smartphone. In silicone alimentare, con un design elegante, il bicchiere intelligente è pensato per essere distribuito su cauzione, nei locali e nei concerti.  E’ la logica, sempre attuale, del riutilizzo.

Ricercando una visione d’insieme, Solibello ci avverte che senza plastica un tenore di vita al passo dei tempi non sarebbe certo possibile. Non è la plastica il problema, ma il modo sconsiderato con cui la utilizziamo. Oggi la plastica viene impiegata spesso a sproposito, non viene smaltita correttamente e non viene riciclata a sufficienza. La direzione da seguire è quella dell’economia circolare: produrre plastica sostenibile e riciclabile al 100%.

Ci sono i piccoli gesti nella vita di tutti i giorni che possono cambiare il futuro del pianeta? Secondo Solibello, ci sono abitudini quotidiane che possono fare la differenza, purché adottate su larga scala e con costanza. Alcune sono disarmanti per la loro semplicità:  evitare di gettare oggetti di plastica nel WC, a cominciare dai cotton fioc; fare correttamente la raccolta differenziata; usare borse riutilizzabili per la spesa; non accettare sacchetti di plastica “usa e getta” non biodegradabili (si stima che in Italia un sacchetto su quattro sia illegale); bere l’acqua dalle borracce; comprare scarpe e oggetti realizzati con plastica riciclata; scegliere cosmetici senza microplastiche. Ma soprattutto è importante informarsi, cercare di capire bene le conseguenze dei propri gesti.

Come ci ricorda l’autore, l’urgenza di una presa di coscienza collettiva è nell’impressionante escalation dell’impatto della plastica sull’ambiente: “siamo passati da una produzione mondiale di circa 15 milioni di tonnellate all’anno nel 1964, ai 350-400 milioni di tonnellate all’anno di oggi, E solo quindici anni fa, intorno al Duemila, se ne producevano più o meno 200 milioni di tonnellate all’anno. È una crescita esponenziale, incredibile, stupefacente, e a questo punto non è difficile capire da dove arrivi la nuova emergenza plastica“.

“Secondo uno studio dell’Università della California, in collaborazione con la Georgia University, nel 2015 di tutti i rifiuti di plastica prodotti nel mondo, ne abbiamo riciclato solo il 9 per cento, ne abbiamo incenerito il 12 per cento, mentre il restante 79 per cento è finito nelle discariche o negli ambienti naturali, oceani compresi. Le stime più attendibili dicono che ogni anno buttiamo in mare tra 5 e 12 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica.”

In occasione del Forum economico mondiale di Davos, la Fondazione Ellen MacArthur ha stimato che nel 2050 gli oceani potrebbero contenere, in termini di peso, più bottiglie di plastica che pesci. Di recente il WWF ha affermato che nelle acque del Mediterraneo finiscono ogni anno 570 mila tonnellate di plastica, l’equivalente di 33.800 bottigliette di plastica in mare ogni minuto.

Le stime de fenomeno e la preoccupazione crescente stanno generando i primi effetti a livello di regolamentazione: nel 2021 una normativa europea vieterà alcuni articoli di plastica monouso oggi largamente diffusi, come posate, piatti e cannucce. Su questi versanti, l’Italia è fra i paesi all’avanguardia: dal primo gennaio 2019 ha vietato i cotton fioc non biodegradabili e dal 2020 proibirà alcuni tipi di cosmetici contenenti microplastiche.

Il filo conduttore del libro è un’esortazione alla responsabilità. Se possiamo indignarci di fronte alle immagini di degrado del mare e provare coinvolgimento leggendo storie edificanti, animate da personaggi che possono ispirarci, è la consapevolezza deve affiancarsi all’agire in prima persona. Se vogliamo, ciascuno di noi può fare la differenza. Innanzitutto è necessario “informarsi, conoscere, sapere”, ma poi – come ci ricorda Solibello – occorre fare i primi passi. Fare bene la raccolta differenziata è il primo. Il successivo è saper scegliere prodotti che non inquinino e che possano essere facilmente riciclati. Corretto smaltimento, filosofia del riciclo e consumo consapevole. Una volta superate le inerzie mentali delle nostre abitudini, il cambiamento può partire dai più piccoli gesti quotidiani. La lotta alla plastica deve e può partire da ognuno di noi.

Raffaele Maurici è presidente di Innovation Agency e membro del comitato direttivo dell’Istituto Italiano di Bioetica.

SCHEDA DEL LIBRO

Titolo: SPAM. Stop plastica a mare. 30 piccoli gesti per salvare il mondo dalla plastica.

Autore: Filippo Solibello

Editore: Mondadori

Collana: Gaia

Data di pubblicazione: 2019