Nanomateriali
07/03/2018

Circuiti edibili per farmaci intelligenti: l’elettronica che si mangia

By: Redazione IIT

Una tecnologia innovativa per monitorare la qualità del cibo dai produttori ai rivenditori

Al centro IIT di Milano un team di ricercatori coordinato da Mario Caironi e Guglielmo Lanzani, in collaborazione con il centro IIT di Pontedera, ha sviluppato i primi circuiti elettronici commestibili, realizzati tramite tecniche di stampa in materiali organici, biocompatibili.

I risultati dello studio pubblicati sulla rivista internazionale Advanced Materials, dimostrano la possibilità di realizzare singoli dispositivi e semplici circuiti elettronici con materiali commestibili disposti su un supporto di carta comunemente utilizzata per i tatuaggi dei bambini che rendono questa tecnologia facilmente integrabile e trasferibile su pillole o alimenti assumibili dall’uomo.

L’elettronica edibile made in IIT è composta da substrato e isolanti fatti di cellulosa commestibile, contatti elettrici in argento, metallo già usato come elemento decorativo in prodotti di pasticceria e materiali attivi e semiconduttori, la cui biocompatibilità è stata testata in questo studio attraverso analisi di citotossicità.

La fabbricazione di questi circuiti, infatti, avviene attraverso tecniche di stampa e materie prime a basso costo e a basso impatto ambientale.

Questa tecnologia si propone di favorire lo sviluppo di farmaci “intelligenti”, pillole dotate di circuiti elettronci in grado comunicare in tempo reale al medico curante o ai familiari del paziente quando un farmaco viene assunto, in che quantità e in che condizioni fisiologiche (Ph, glicemia ecc). Questo meccanismo consente di monitorare l’osservazione della corretta posologia da parte del paziente, un aspetto spesso sottovalutato o difficile da rispettare per i pazienti più anziani, vanificando il percorso di cura.

L’elettronica ingeribile può rappresentare un nuovo strumento per la diagnosi e la terapia di patologie riguardanti l’apparato digerente, consentendo di raccogliere e comunicare al medico, senza recare danni all’organismo, informazioni riguardo ad esempio la motilità del tratto intestinale, la corretta assimilazione dei cibi e nel futuro di monitorare l’insorgenza di infezioni batteriche in real time.

Questa scoperta potrebbe inoltre avere un importante impatto nel settore dell’alimentazione, fornendo dei sistemi elettronici che, integrati direttamente sulla superficie di frutta, verdura o carne, possono monitorarne la qualità lungo tutta la catena di distribuzione dal produttore, al grande rivenditore, che potrà verificare attraverso il food tracking lo stato di conservazione del prodotto fresco in consegna.