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Festival della Scienza 2020

247 scienziati, 149 eventi, 7 spettacoli, 29 laboratori, 21 mostre

Al via domani, fino a domenica 1° novembre, la XVIII edizione del Festival della Scienza di Genova. In un anno segnato dall’emergenza sanitaria Covid19, ma anche caratterizzato da un forte interesse del pubblico nei confronti della scienza, dell’ambiente, dei ricercatori e della divulgazione scientifica che rappresentano l’animo su cui  si fonda il Festival della Scienza, l’evento non poteva saltare.

“In un anno complicato come questo –  ha dichiarato Marco Pallavicini, presidente dell’Associazione Festival della Scienza – l’impegno deve essere quello di riuscire a garantire in ogni caso una manifestazione di livello per appassionati di scienza, famiglie, mondo della scuola e i nuovi arrivati. Sarà un Festival della Scienza diverso per rispettare le norme sanitarie vigenti, ma sempre fedele a se stesso e innovativo negli strumenti utilizzati».

In seguito al Dpcm di domenica 18 ottobre, infatti, gli organizzatori hanno trasferito tutte le conferenze in presenza, già organizzate nel pieno rispetto delle indicazioni atte ad evitare assembramenti e contagi, online in live streaming, accessibili a tutti previo acquisto dell’abbonamento dedicato che consente di vedere tutte le conferenze. Resteranno in presenza le mostre e gli spettacoli teatrali.

L’edizione 2020 è nel segno delle Onde, vedrà 192 eventi, più di 240 protagonisti, grandi scienziati, tra cui tre Premi Nobel per la Fisica, Takaaki Kajita, (Premio Nobel per la Fisica nel 2015), Gérard Mourou, (Premio Nobel per la Fisica nel 2018) e Barry Barish (Nobel per la Fisica nel 2017), ma anche giornalisti, giovani ricercatori, artisti ed esperti di settore.

Un focus particolare sarà dedicato alla pandemia da Covid-19, articolato in una serie di incontri con prestigiosi ospiti del mondo della ricerca internazionale dal titolo L’onda Covid: capire per reagire.

Anche l’Istituto Italiano di Tecnologia parteciperà con diverse iniziative tra cui i collegamenti live per le scuole dai laboratori della Fondazione e le conferenze online tenute dai ricercatori IIT:

24/10/2020 Cambiamento climatico: scienza e tecnologia a supporto delle decisioni politiche, Giorgio Metta, Neil Jennings, Paolo Vineis, Luca Carra

25/10/2020 100 Rodari: prove ed errori, Alberto Diaspro, Pietro Balatti, Stefano Camera, Eleonora Casetta, Manuela Cavallaro, Davide Coero Borga, Giulia Maffei, Michela Milani, Giorgio Scaramuzzino, Margherita Toma

25/10/2020 Quello che gli occhi non vedono, Alberto Diaspro, Gabriele Beccaria

26/10/2020 “Onde” di energia per la stimolazione di nanomateriali “intelligenti”: applicazioni in biomedicina, Gianni Ciofani, Attilio Marino, Giada Genchi

27/10/2020 Identità Biologica, Nicola Tirelli, Barend Mons, Stefano Gustincich

29/10/2020 Scienza e ambiente: percezioni italiane, Giulia Suarato, Giuseppe Pellegrini, Andrea Rubin

30/10/2020 Nuotando tra le onde cerebrali, Mariangela Paniello, Marilù Gorno Tempini

31/10/2020 Onde grandi come un pensiero, Giacinto Barresi, Matteo Laffranchi, Michela Balconi, Kyab Geshe Konchog

Abbiamo chiesto ad Alberto Diaspro, Direttore della Linea di ricerca di Nanofisica dell’IIT e Presidente del Consiglio Scientifico del Festival della Scienza, un commento sul Festival.

Diaspro, rassicuriamo i fan del Festival. Che misure sono state prese in relazione all’emergenza Covid per garantire la fruizione in sicurezza delle conferenze proposte quest’anno?

Il Festival della Scienza 2020 è stato organizzato nel pieno rispetto delle norme anti Covid, per tutelare la sicurezza dei visitatori e del personale. Questo non è il momento di trovare cavilli o scorciatoie alle regole o meglio ai decreti, ma anzi è il momento di alzare ancor più la guardia. Come Festival siamo molto attenti perché riteniamo di avere una grande responsabilità, oggettiva e diretta nei confronti della salute delle persone che chiamiamo a prendere parte all’evento, ma anche nel dare il buon esempio.

Perché è importante che eventi come questo e come i molti organizzati in tutta Italia legati ad informazione, cultura, divulgazione, non vengano cancellati?

In questo momento storico siamo immersi in grandi quantità di informazioni su medicina, scienza, virologia che arrivano però disaggregate all’orecchio di chi ascolta. Si può dire che stiamo subendo una comunicazione “a pezzetti”, variegata, ma non strutturata. Manifestazioni come questa, permettono a tutti coloro che sono interessati di avere accesso a discussioni fatte da relatori che hanno una solidità scientifica, ai quali le persone possono credere. Queste iniziative sono importanti per non far perdere alle persone il contatto con quello che sta accadendo nel Mondo della Scienza e dare a tutti le basi necessarie a sviluppare il senso critico che si sta dimostrando essere sempre più necessario in questo periodo. Inoltre, la scelta di propendere per conferenze in streaming, che rendono questa edizione “speciale”, dà l’opportunità ancora a più persone di partecipare. Cancellarle sarebbe un peccato.

Cosa dobbiamo aspettarci da questa edizione? 

L’edizione che sta per iniziare è molto ricca. Sicuramente è caratterizzata dalla forte volontà di mettere al centro dell’attenzione la questione della crescente disuguaglianza nei confronti della fruizione della cultura, ma anche delle risorse economiche nel Mondo, tutto questo senza perdere mai di vista la trattazione di tematiche come l’ambiente e l’emergenza Covid. Inoltre avremo il piacere di ascoltare tre Premi Nobel che faranno riflettere sull’importanza della ricerca di base per lo sviluppo delle nuove tecnologie e festeggiare due centenari di personaggi illustri, Gianni Rodari e Isaac Asimov.

Qual è secondo lei l’appuntamento imperdibile?

È molto difficile rispondere! Io personalmente vorrò seguire tante conferenze quest’anno, ma se posso individuarne due che proprio non vorrei perdermi sono la conferenza “Vivere sulla Luna” con l’astronauta Luca Parmitano e “Il prezzo dell’immortalità” con il Prof. Pier Paolo Di Fiore. Entrambe le conferenze trattano tematiche da una prospettiva inedita, a cui non siamo abituati. Non voglio anticipare troppo, ma il racconto della pianificazione del viaggio sulla Luna da parte della persona che è già stata nello Spazio e ritornata o il racconto del ruolo della medicina di precisione per contrastare il cancro, visto dalla parte del cancro stesso, si prospettano estremamente interessanti.

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