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09/10/2020

Intervista alla Commissaria europea Mariya Gabriel (pt. II)

Valeria delle Cave

Prosegue la pubblicazione in quattro puntate dell’intervista alla Commissaria europea Mariya Gabriel*. Si tratta di un approfondito intervento che affronta i grandi temi della politica della commissione europea per la ricerca nei prossimi anni

Molti scienziati, in particolare i borsisti del CER e i coordinatori di altri progetti finanziati dall’UE, hanno deciso di concentrarsi sull’emergenza Covid-19, adattando i loro studi alle esigenze correnti. In un certo modo hanno chiaramente dimostrato che la scienza è ancora un “bene comune” e che tutti i cittadini possono beneficiarne. Tuttavia, in una sua recente lettera, pubblicata tra l’altro sul Corriere delle Sera, Lei ricorda agli Stati membri l’importanza dei fondi per la ricerca scientifica. Perché è ancora necessario? Quale sarà il bilancio definitivo del programma Orizzonte 2020 e in che modo questo programma avrà un impatto sulla vita dei cittadini europei?

In effetti, la rapidità con cui la comunità scientifica e dei ricercatori ha reagito alla crisi del coronavirus è impressionante. Il programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione è in grado di rispondere in modo rapido ed efficace alle emergenze e di investire in soluzioni basate sulla scienza. Scienza, ricerca e innovazione, compresa l’innovazione sociale, saranno fondamentali anche per la transizione verso una società e un’economia sostenibili, a zero emissioni di carbonio e digitali, che diventeranno la base di una ripresa resiliente e inclusiva dalla crisi del coronavirus. Lo sviluppo delle nuove tecnologie è solo una parte della storia. Il loro uso ottimale nell’interesse di tutta la società richiede coinvolgimento. Un coinvolgimento attivo dei cittadini può migliorare la ricerca e i suoi benefici per la società e, di conseguenza, aumentare la fiducia della società nella scienza. Per me è particolarmente importante far sì che la ricerca e l’innovazione siano in linea con le esigenze e le aspettative dei cittadini europei.

Abbiamo dunque bisogno di fondi non soltanto per la ricerca scientifica – questa sarebbe un’interpretazione riduttiva della mia lettera – ma per la scienza, la ricerca e l’innovazione. Orizzonte Europa, il prossimo programma di ricerca e innovazione dell’UE, è concepito per produrre impatti tangibili. Si basa sui successi e sui risultati di Orizzonte 2020 e rafforzerà ulteriormente le basi scientifiche e tecnologiche dell’UE e la sua capacità di innovazione e realizzerà le priorità degli europei, come rendere le nostre economie più verdi, più digitali e resilienti.

Con il programma Orizzonte Europa intendiamo approfondire il rapporto tra scienza e società, massimizzando i benefici per le persone. Il programma coinvolge attivamente i cittadini nella creazione di contenuti di ricerca e innovazione responsabili, rende le conoscenze scientifiche accessibili al pubblico e ne agevola la partecipazione.

Prendiamo ad esempio il piano strategico e le missioni dell’UE di Orizzonte Europa.

Il piano individua i principali ambiti del sostegno alla ricerca e all’innovazione e le sinergie per massimizzare l’impatto. Finora, oltre 9 000 persone hanno partecipato alla sua elaborazione, compresi la società civile e il grande pubblico. Il loro coinvolgimento nel processo di co-creazione lo ha reso uno dei maggiori esercizi di co-progettazione mai condotti dalla Commissione europea.

Le missioni dell’UE sono una novità nel quadro di Orizzonte Europa, concepite per fronteggiare importanti sfide sociali quali la lotta contro il cancro, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la vita in città più verdi, un suolo e alimenti sani e la protezione degli oceani. Vanno oltre la ricerca e l’innovazione e non sono solo per gli scienziati. Stimoleranno l’innovazione in tutti i settori per offrire soluzioni efficaci e raggiungeranno obiettivi specifici, in collaborazione con i cittadini.

La missione sull’adattamento ai cambiamenti climatici preparerà l’Europa e duecento regioni europee ad affrontare le perturbazioni del clima. Entro il 2030, 100 città europee dovranno trasformarsi in città intelligenti e a impatto climatico zero. La missione per la salubrità delle acque e degli oceani mira al pieno recupero e alla rigenerazione degli ecosistemi marini e di acqua dolce europei entro il 2030. Sempre entro il 2030 saranno salvate 3 milioni di vite grazie alla missione dell’UE sul cancro. Per raggiungere tutti questi obiettivi abbiamo coinvolto i cittadini europei anche tramite un invito a presentare idee e proposte.

L’ultima parola sul bilancio non è ancora stata detta, ma dovrà essere in linea con le ambizioni del programma. Per poter avere risultati e impatti tangibili, ambisco a creare sinergie tra il programma Orizzonte Europa e gli altri programmi e strumenti di finanziamento dell’UE. Inoltre, mobilitando le risorse finanziarie dell’UE disponibili, i finanziamenti nazionali e gli strumenti privati e investendo in modo intelligente, saremo in grado di massimizzare l’impatto della ricerca e dell’innovazione per costruire economie e società resilienti.


Mariya Gabriel* è Commissaria europea per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù