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12/10/2020

Intervista alla Commissaria europea Mariya Gabriel (pt. III)

Valeria delle Cave

Prosegue la pubblicazione in quattro puntate dell’intervista alla Commissaria europea Mariya Gabriel*. Si tratta di un approfondito intervento che affronta i grandi temi della politica della commissione europea per la ricerca nei prossimi anni

Un’altra minaccia globale sono i cambiamenti climatici e il degrado ambientale. All’inizio del 2020 la Commissione europea ha proposto il Green Deal europeo, una tabella di marcia il cui obiettivo è trasformare l’UE in una società giusta e prospera, dotata di un’economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva che a partire dal 2050 non genererà più emissioni nette di gas a effetto serra, in cui l’ambiente e la salute dei cittadini saranno protetti e in cui la crescita economica sarà dissociata dall’uso delle risorse. Quale sarà il ruolo della scienza e della tecnologia?

Diventare il primo continente a impatto climatico zero al mondo entro il 2050 è un’opportunità unica per ammodernare l’economia e la società europee e riorientarle verso un futuro equo e sostenibile. La ricerca e l’innovazione sono al centro del Green Deal europeo.

Nel dicembre 2019 la Commissione ha compiuto un passo storico adottando il Green Deal europeo. Per la prima volta, abbiamo guardato oltre il ciclo programmatico e di investimento corrente, con l’ambizione di trasformare l’Europa nel primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha descritto il Green Deal come “una tabella di marcia dell’azione”, vale a dire una visione a lungo termine per l’ambiente, che coinvolge tutti i settori dell’economia e mira a raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica.

Naturalmente, devo sottolineare che la trasformazione profonda che implica il Green Deal europeo richiede transizioni senza precedenti in tutti i settori chiave dell’economia e della società. Per innescare un reale cambiamento in questi settori, abbiamo bisogno di un piano coraggioso in materia di ricerca e innovazione, orientato al futuro e ai risultati, e che preveda un’espansione massiccia dell’innovazione tecnologica, sociale, industriale e della governance.

Il bando “Green Deal europeo” sarà il primo contributo concreto e tangibile della ricerca e dell’innovazione alle trasformazioni richieste dal Green Deal europeo. Con un bilancio nell’ordine di 1 miliardo di EUR, affronterà direttamente le principali priorità del Green Deal europeo. Oltre allo sviluppo tecnologico e alle azioni dimostrative, porterà a sperimentazioni e innovazione sociale e a nuovi modi per coinvolgere la società civile e responsabilizzare i cittadini. Il bando sosterrà lo sviluppo di applicazioni pilota, progetti dimostrativi, prodotti, esperimenti e approcci innovativi per dimostrare il valore delle idee nella pratica e favorirne la diffusione.

Orizzonte Europa avrà un ruolo centrale, con almeno il 35% del bilancio destinato ad attività connesse al clima. Quattro missioni dell’UE sono in fase di sviluppo nelle seguenti aree tematiche del Green Deal: oceani, mari, acque costiere e interne in buona salute; città intelligenti e a impatto climatico zero; salute del suolo e alimentazione; e adattamento ai cambiamenti climatici. Queste missioni svilupperanno e attueranno un coraggioso portafoglio di azioni ambiziose finalizzate a raggiungere obiettivi misurabili entro un termine prestabilito.

Nascerà inoltre una nuova generazione di partenariati europei per la ricerca e l’innovazione. L’UE collaborerà strettamente con gli Stati membri, l’industria, le imprese e il mondo accademico per sostenere una nuova ondata di partenariati per la ricerca e l’innovazione in settori chiave quali: l’acciaio pulito, l’idrogeno pulito, l’industria circolare e a zero emissioni di carbonio, l’aviazione e il trasporto per vie navigabili, la bioindustria, l’ambiente edificato e la biodiversità, e l’economia blu.

Infine, le tecnologie digitali, come l’Internet delle cose, i megadati, la blockchain e l’intelligenza artificiale, accelereranno non solo la circolarità, ma anche la dematerializzazione della nostra economia e renderanno l’Europa meno dipendente dalle materie prime. Grazie a queste tecnologie, l’economia circolare offrirà prodotti di alta qualità, funzionali e sicuri, efficienti e accessibili, che durano più a lungo e sono progettati per essere riutilizzati, riparati e per il riciclaggio di alta qualità. Un’intera gamma di nuovi servizi sostenibili, modelli di “prodotto come servizio” (product-as-service) e soluzioni digitali consentiranno di migliorare la qualità della vita, di creare posti di lavoro innovativi e di accrescere le conoscenze e le competenze.


Mariya Gabriel* è Commissaria europea per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù