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26/03/2019

Talents in Motion. La ricerca dei talenti nel futuro di IIT

By: Claudio Rossetti

Parla Marco Monga direttore risorse umane e organizzazione di IIT

Perché IIT ha deciso di partecipare al progetto Talents in Motion?

Questa iniziativa è particolarmente importante perché raccoglie su un’unica grande piattaforma un gruppo di brands eccellenti tra quelli delle maggiori imprese italiane. IIT, quale simbolo di eccellenza nel mondo della ricerca, è stata invitata a far parte di questo importante gruppo di partner, insieme ad alcune università e altri soggetti not for profit. Questa partecipazione permette all’IIT di rafforzare la propria immagine in Italia e nel mondo e di essere riconosciuti come un interlocutore privilegiato da chi cerca un impiego di alto livello.

Qual è il contributo culturale e pratico che IIT offre a questa iniziativa?

L’apporto di IIT si fonda sull’esperienza nella ricerca di collaboratori che ha come elemento fondante l’eccellenza. Eccellenza che si traduce non solamente nei profili delle persone che incontriamo ma, prioritariamente, nelle modalità con le quale noi gestiamo le nostre persone.
Mettiamo a disposizione del network Talents in Motion questo nostro stile di lavoro e sarebbe per noi motivo d’orgoglio condividere con altre realtà industriali la nostra esperienza e conoscere e apprezzarne altre. Da questo comune beneficio potranno nascere metodi d’avanguardia per la ricerca e selezione di candidati di alto livello da proporre nel nostro Paese, con una visione internazionale. Questo impegno è poi rilevante per raggiungere un altro obiettivo che si pone Talents in Motion, quello di riuscire ad influenzare i decisori politici affinché si realizzi una rete di sostegno generata anche da interventi legislativi che favoriscano la competitività del “sistema Italia”.

I partners di IIT in questa iniziativa sono imprese che presentano profili molto diversi rispetto ad un istituto di ricerca. Come ci si può confrontare con esperienze non omogenee?

L’apporto del capitale umano è rilevante per il successo di qualsiasi organizzazione, a maggior ragione per chi, come noi, recluta l’80% del proprio staff tra le migliori scuole di dottorato nel mondo. Quindi la qualità del fattore umano è ancor più fondamentale per IIT rispetto a chiunque altro. La nostra ambizione è essere competitivi in un mercato mondiale. Le aziende sono condizionate nel loro procedere da fattori provenienti dal mercato domestico dominato dalle sue regole e dalle sue tradizioni e dall’obbligo della competizione mondiale. Per un centro di ricerca il mercato di riferimento è solo quello globale. L’ambito verso il quale noi dobbiamo orientare le nostre ricerche è l’immenso scenario mondiale. Valutiamo candidati che giungono da ogni angolo del globo e poi sta a noi scovare talenti di altissimo profilo. Il nostro sforzo, la nostra visione, il nostro lavoro è peculiare rispetto a quello di una azienda tradizionale.

Quali sono le pratiche di reclutamento di un centro di ricerca?

Nella nostra organizzazione vi sono due classi professionali che ne fanno parte e che ne decretano il successo. I ricercatori e lo staff tecnico/amministrativo. La selezione degli scienziati avviene secondo le migliori pratiche che noi abbiamo appreso, e spero migliorato, facendo benchmarking nei migliori centri di ricerca mondiali. Il fattore di successo fondamentale è quello della peer review indipendente.
Per selezionare professionisti dell’area tecnica e amministrativa utilizziamo consolidate best practice che si declinano in strumenti evoluti di valutazione delle competenze. Il tema della selezione dei talenti porta immediatamente l’attenzione sul tema delle differenze di genere che possono, ancora, condizionare le scelte…
Nel nostro Paese le differenze di genere, che hanno ridotto la presenza delle donne nel mondo del lavoro, in particolare nelle posizioni di alto livello, sono state indotte da stereotipi che collocavano uomini e donne a seconda del tipo di mansione: questo è un lavoro da uomo, quello da donna. Per fortuna, seppur con fatica, questa visione è stata abbandonata. All’Istituto Italiano di Tecnologia abbiamo ormai quasi raggiunto la parità dei sessi tra i ricercatori.
Non esiste un punto di equilibrio definito, tanti uomini e tante donne, si devono trovare persone con competenze e motivazioni adatte. Per ottenere i migliori cervelli di ambo i sessi si deve evitare che la parte femminile sia condizionata da esigenze familiari. Quindi noi garantiamo ad una donna che si assenta per maternità il suo assetto di carriera e le opportunità professionali che aveva prima del parto. Ciò si concretizza con lo stop the clock for maternity, un diffuso ricorso alla flessibilità dell’orario o della presenza nel posto di lavoro.
In IIT, e ci auguriamo ormai in tutti i luoghi di lavoro, il valore è dato dalla qualità delle persone, dal loro impegno, dalla loro visione, dal loro entusiasmo che non sono qualità femminili o maschili, valgono per tutti.