Il 10 aprile l’evento di presentazione tra scienza e teatro del progetto Corpi Aumentati. A maggio si terrà il primo workshop residenziale
La ricerca sulle protesi del futuro, tra neuroscienze e ingegneria, la storia antica delle protesi, la semiotica del corpo, e la coprogettazione insieme agli utenti finali delle tecnologie protesiche: sono i temi trattati durante l’evento di inizio del progetto Corpi Aumentati, il 10 aprile presso la Claque della Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse di Genova. Un momento di confronto tra lo staff di ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) ed esperti dei diversi campi, tra cui Marco Santello (Arizona State University), Giovanni Berselli (Università di Genova), Viviana Betti (Sapienza Università di Roma) e Simona Stano (Università degli Studi di Torino), a cui è seguito un momento performativo e incontro con il teatro esperienziale di Gabriella Salvaterra (Sense Specific Theatre). Nei prossimi mesi sono previsti due momenti di workshop residenziali, a maggio e a settembre, a Pistoia e a Genova.
“Entriamo adesso nel vivo del progetto, con il primo workshop esperienziale. Ci ritroveremo nella bellissima cornice del Centro culturale del Funaro (Pistoia) per tre giornate di sperimentazione guidata dal linguaggio poetico del teatro sensoriale. Le ricercatrici e i ricercatori coinvolti saranno protagonisti; sperimenteranno in prima persona queste esplorazioni, per poi ritrovarsi nella sede dell’IIT a Genova in una sessione di co-design”, racconta Maria Fossati, coordinatrice del progetto.
“Corpi aumentati” è il progetto coordinato dall’IIT, per definire nuove metodologie e strumenti di progettazione di protesi robotiche centrate sull’utente, attraverso l’esperienza del corpo e della sua espressività. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito delle Linee guida per attività a supporto della ricerca interdisciplinare, e ha come riferimento artistico la Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse di Genova.
La disabilità motoria è un campo di studi molto importante per l’IIT, affrontato sempre in collaborazione con gli istituti clinici e di riabilitazione, al fine di definire le caratteristiche tecniche più appropriate dei dispositivi protesici a rispondere alle necessità dei pazienti. Nel progetto “Corpi aumentati” lo studio si allargherà a discipline artistiche e umanistiche, come l’antropologia, la semiotica, la filosofia e le arti performative, per affrontare tematiche che vanno oltre gli aspetti ingegneristici e clinici delle protesi, legati al concetto di identità, espressione e sensibilità corporea.
Il progetto, della durata di 18 mesi, prevede dopo la realizzazione dei workshop esperienziali, seminari e approfondimenti teorici da parte di esperti internazionali, durante l’autunno 2026; e riflessioni sulle metodologie di ricerca incentrate sull’essere umano condotte dal team dell’IIT.
Il progetto è coordinato da Maria Fossati, designer e tecnica del laboratorio di Soft Robotics for Human Cooperation and Rehabilitation dell’IIT, in collaborazione con Marianna Semprini, ricercatrice del Rehab Technologies – INAIL-IIT lab. Marina Petrillo, direttrice artistica della rassegna internazionale di danza Resistere e Creare di Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse, seguirà gli aspetti artistici e performativi del programma.
Il progetto vuole promuovere, attraverso l’esperienza artistica, un approccio al design delle tecnologie che sia più inclusivo rispetto agli elementi sociali, identitari e di relazione delle persone, abbattendo nello stesso tempo lo stigma e gli stereotipi sulle persone con disabilità. L’obiettivo finale di “Corpi aumentati”, infatti, sarà quello di fornire nuove linee guida per la progettazione di protesi, che contemplino non solo la funzionalità dei dispositivi, ma anche il loro ruolo nel definire il corpo umano, ripristinando o aumentando le capacità motorie, e nel mutare la percezione e l’accettabilità del corpo da parte delle singole persone e del contesto sociale di riferimento.
I risultati del progetto saranno restituiti al territorio attraverso eventi di disseminazione, manifestazioni artistiche e contributi per la comunità scientifica.



