IIT e Ministero della Cultura insieme per il patrimonio culturale e lo sviluppo del Paese

Il convegno “Innovazione per la cultura: talenti e tecnologie al servizio del Paese” è stata l’occasione per mostrare come le nuove tecnologie, tra cui robotica e intelligenza artificiale, possono proteggere e valorizzare i beni culturali e artistici

Si è tenuto ieri a Roma presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura il convegno “Innovazione per la cultura: talenti e tecnologie al servizio del Paese” organizzato dall’Istituto Italiano di Tecnologia IIT in collaborazione con il Ministero della Cultura, con il patrocinio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

L’iniziativa, che rientra nelle attività organizzate nell’ambito della Giornata nazionale del Made in Italy 2026,è stata un’importante occasione di confronto sui temi delle nuove tecnologie al servizio della valorizzazione e tutela del patrimonio culturale nazionale e internazionale e su come queste possano contribuire alla competitività del Paese.

L’incontro ha riunito autorevoli esponenti del mondo istituzionale, museale, della cultura e della ricerca scientifica.

Dopo i saluti istituzionali del Capo della Segreteria Tecnica del MiC, Emanuele Merlino, ad aprire i lavori sono stati Andrea De Pasquale, Direttore della Direzione generale Digitalizzazione e Comunicazione del Ministero della Cultura, e Gabriele Galateri di Genola, già Presidente di IIT che, in assenza del nuovo Presidente in carica Gianmario Verona, ha dichiarato: “La collaborazione tra Ministeri, istituzioni e mondo della ricerca è fondamentale per rafforzare il legame tra innovazione e società, ampliando l’impatto delle attività sviluppate e contribuendo al posizionamento internazionale dell’Italia nell’ambito dell’innovazione applicata al patrimonio culturale”.

“Il patrimonio culturale rappresenta la nostra identità e un vettore di crescita strategico per il Paese. Ma perché continui a essere una forza viva, deve poter dialogare con l’innovazione generata dal linguaggio digitale. Digitalizzare non significa soltanto riprodurre in formato numerico un oggetto. Significa descriverlo, renderlo interrogabile, connesso. Significa, in ultima analisi, costruire conoscenza. Il ruolo della Direzione Generale Digitalizzazione e comunicazione è quello di accompagnare e accelerare questa trasformazione. Oggi sono attivi 540 cantieri di digitalizzazione sul tutto territorio nazionale, con 65 milioni di risorse digitali prodotte, oltre a molteplici percorsi formativi che investono sui nuovi talenti. Questi numeri restituiscono il quadro di una trasformazione sistemica che ha l’obiettivo di costruire un ecosistema nazionale della cultura in cui patrimoni diversi possano finalmente parlarsi, e dialogare con il proprio tempo. La transizione digitale non è solo un’evoluzione tecnologica, ma una scelta strategica e condivisa. Un impegno collettivo per valorizzare il patrimonio, generare conoscenza e proiettarla nel futuro”. Lo ha detto Andrea De Pasquale, Direttore della Direzione generale Digitalizzazione e Comunicazione del Ministero della Cultura.

Nel corso della mattinata si sono susseguiti interventi di alto livello sul patrimonio culturale e sugli avanzamenti della ricerca scientifica nell’ambito della conoscenza e conservazione del patrimonio culturale e artistico.

“Il Patrimonio culturale è una inesauribile risorsa per l’anima ed è anche uno dei motori dell’economia. L’innovazione tecnologica consente inedite forme di tutela, attualizzazione e valorizzazione. L’evento, nato da una collaborazione fra il MiC e l’Istituto Italiano di Tecnologia, evidenzia la volontà di lavorare a un nuovo patto fra cultura e scienza, fra arte e tecnologia. È necessario immaginare e costruire insieme i saperi del futuro, come risultato di un dialogo fra la certezza della tradizione e le sfide dell’innovazione”. Lo ha detto Guerino Bovalino, Consigliere Innovazione del Ministero della Cultura.

All’Istituto Italiano di Tecnologia valorizziamo le competenze tecnologiche sviluppate nei settori della scienza dei materiali, intelligenza artificiale e robotica al servizio del patrimonio culturale. Crediamo nel valore intrinseco della ricerca di produrre conoscenza e nell’importanza, tramite la ricerca, di generare innovazione capace di proteggere e conservare il patrimonio artistico per cui l’Italia è nota nel mondo, avendo una ricaduta diretta sulle persone, fruitori finali, e riconoscendone al contempo il ruolo strategico per l’economia e lo sviluppo del nostro Paese” ha affermato Giorgio Metta, Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia – IIT.

Ha fatto seguito un panel strategico che ha visto confrontarsi fra loro Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale – DiVA, Christian Greco, Direttore Museo Egizio, Arianna Traviglia, Direttrice del Center for Cultural Heritage Technology – CCHT di IIT e Gerardo Villanacci, Presidente Fondazione Scuola Nazionale del Patrimonio e delle Attività Culturali.

L’incontro si è concluso con gli interventi di giovani ricercatori e ricercatrici del Center for Cultural Heritage Technology di IIT che hanno raccontato alcuni esempi di tecnologie promettenti per il passaggio dai laboratori al mercato, testimoniando l’importanza del trasferimento tecnologico nel settore dei beni culturali anche come volano di sviluppo per il Paese.

Ha moderato l’evento Cristina Pozzi, Future & AI education expert.

Per l’occasione è stata allestita un’area espositiva comprendente una selezione di tecnologie sviluppate nei laboratori del CCHT, il centro di IIT che mira ad implementare le tecnologie esistenti più avanzate e a sviluppare strumenti innovativi ed efficaci in grado di rispondere alle sfide inerenti al patrimonio culturale.

Tra le tecnologie presenti: il prototipo di robot RINGHIO per il monitoraggio autonomo di aree archeologiche, le nanotecnologie per mantenere inalterata nel tempo la struttura dei manufatti, il prototipo di piattaforma robotizzata per la digitalizzazione dei beni culturali, e diversi ambiti di applicazione dell’intelligenza artificiale tra cui analisi e trascrizione automatica di testi storici.

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