Approfondimenti
04/02/2019

Vertical Vision: Roberto Cingolani – Un nuovo Umanesimo

By: Matteo Ponzano

A volte, forse, potrebbe essere più saggio non produrre certe tecnologie.  Sembrerebbe un controsenso parlando di scienza, ma non lo è.

Probabilmente la più grande differenza tra la specie umana e tutte le altre specie animali è quella di progredire: l’essere umano adatta l’ecosistema a se stesso, modifica le colture, l’orografia, costruisce città e agglomerati dove vivere, non si accontenta di quello che la natura offre e adatta il sistema stesso per renderlo più idoneo ai propri bisogni alimentari, fisici e di sopravvivenza.
Questo ha sicuramente sancito la nostra superiorità dal punto di vista di specie rispetto a tutte le altre specie animali.

Tutto ciò ha anche creato però una serie di problemi che nessuna altra specie ha generato: nel momento stesso in cui abbiamo sviluppato delle nuove tecnologie, queste hanno presentato un conto, quasi sempre in ritardo.

Per spostarci e coprire più facilmente le distanze ad esempio abbiamo sviluppato prima il motore a vapore e poi il motore a scoppio che ha ci consentito di muoverci molto più rapidamente, ma questa scoperta ha iniziato a produrre gas serra; abbiamo sviluppato la plastica che ha risolto moltissimi problemi dal punto di vista della manifattura, però ci siamo accorti che non era biodegradabile e inquinava l’ambiente; abbiamo sviluppato tecnologie che hanno allungato moltissimo la vita media degli esseri umani e ora però c’è un serio problema nel gestire la longevità. (risorse, welfare)
Ecco perché nel progresso dovrebbe essere inserito un ritorno alla storia, all’Umanesimo, nel senso che ogni volta che c’è l’ipotesi di una nuova tecnologia che porterà passi avanti in un campo specifico, gli esseri umani dovrebbero dedicare più di tempo alla valutazione delle conseguenze: ogni azione ha un impatto diretto sull’ecosistema e di solito la scienza cerca di riparare i danni creati dalle tecnologie precedenti.
Il punto è che quando si produce della nuova scienza tecnologica occorre essere sicuri che l’impatto che questa sortirà non debba essere peggio del problema che si è risolto.
Problema > Soluzione > Impatto futuro = Innovazione sostenibile